Smarrito (e ritrovato)?

Pubblicato da Maurizio il 24/04/2021 Aggiornato il 23/05/2021 Tempo di lettura, circa 4 minuti

Teodoro si vede seduto su di un’altalena.

Un giorno si sveglia di buon umore ma poi qualcosa lo fa cadere all’indietro e lo riporta in basso.

Poi risale di nuovo ma succede qualcosa che lo fa inciampare in avanti verso il suo personale baratro.

Ha sempre pensato di essere uno con tanta pazienza. Tra se e se si è sempre segretamente compiaciuto di questa cosa.

Oggi la pazienza è solo un lontano ricordo.

Avrò mai avuto davvero tanta pazienza oppure mi sono sempre illuso?

Oggi è paziente come una trappola per topi: immobile in un angolo fino al momento in cui qualcuno o qualcosa la attiva e lei scatta con l’obiettivo di spezzarti il collo.

I pensieri hanno iniziato a girare meglio. Non sono più un gomitolo aggrovigliato e indistricabile. Pian piano qualcosa arriva in superficie. Lentamente, come bolle d’aria che risalgono da un amalgama molto denso.

Bolle… ancora bolle…
bolle di vetro

Deve stare attento. Inizia a confondere qualche ricordo con la fantasia (e viceversa).

L’altro giorno pensa di aver scordato di assumere una delle sue preziose pastiglie. Ma sarà vero? Non riesce proprio a ricordare.

Una mattina si è svegliato con la convinzione di aver riferito al suo capo una cosa molto personale riguardante un collega. Una cosa veramente brutta! Però poi ci ragiona e arriva alla conclusione che deve averlo sognato. Un sogno molto reale. Dopo mesi apparentemente senza alcun sogno notturno.

É moderatamente contento delle bolle che risalgono perchè sono lente. In questo modo può osservarle e studiarle una ad una.

Anche la psicologa è piuttosto soddisfatta.

Credo che qualcosa stia iniziando a muoversi! Questo è positivo!

In effetti Teodoro - quella mattina - è stato sorprendentemente lucido.

Si è presentato allo studio con un libro nuovo in mano.

Dopo l’ultimo colloquio, durante il quale non ha perso occasione di giudicarsi in modo molto puntuale e severo, ha sentito il bisogno di capire se ci fossero altre persone nelle sue condizioni così, vagando in rete senza una meta precisa, si è imbattuto in un libro che l’ha attratto immediatamente.

Dunque, a quanto pare, non solo ci sono tante persone come lui ma anche persone che si prendono la briga di scrivere un libro che parla di loro.

Bravo Teodoro, questa è stata una buona scelta. Non lo conosco… di cosa parla?

Teodoro spiega goffamente, in preda ad una sorta di eccitazione mistica.

Il libro parla del valore che le persone come lui hanno in una società che sembra andare in una direzione completamente opposta.

Ma… se questo fosse l’ennesimo tentativo di trovare una giustificazione?

Se un libro avesse il potere di farlo rimanere seduto nella propria attuale condizione?

Un libro non ha nessun potere. Così come le sue pastiglie non hanno nessun potere, se lei non lo vuole.

Poi la dottoressa se ne esce con un colpo di scena magistrale.

Le posso dare un compito per casa?

Un compito? Teodoro non vedeva l’ora! Lui è l’uomo dei compiti, delle ricette, delle regole. Un bravo soldatino.

I nostri pensieri cambiano molto da un momento all’altro. La stessa cosa può essere vista in modi molto diversi a seconda di come ci sentiamo.

Però c’è un modo che ci aiuta a mettere i pensieri in fila e a far sì che siano più veritieri. E’ la scrittura .

Se lei analizza un pensiero seriamente e cerca di essere obiettivo - quindi lo scrive - quel pensiero sarà il medesimo anche ad una seconda lettura.

Sembra quasi semplice. L’importante è fare questa cosa quando l’altalena non viaggia alla massima velocità. Magari scriverne un pezzettino ogni tanto.

Faccia questa attività per sua moglie. Scriva ciò che ama di lei e ciò che, invece, non le piace. Sia sincero e non abbia paura di dilungarsi…

scriva cose molto chiare! che non possano essere fraintese o interpretate! Le spieghi per bene questo esercizio e le faccia leggere il foglio.

Se la sente?

Due giorni dopo Teodoro chiama la moglie per spiegarle che vuole fare questo esercizio.

E’ stato un giorno molto pesante al lavoro e la sua altalena è praticamente ferma nel punto più basso…

Alla spiegazione dell’esercizio Teodoro aggiunge anche altro, e poi altro, e poi altro ancora…

Dopo circa un’ora chiude il telefono, regola l’acqua della doccia ad una temperatura poco distante dall’ebollizione e si infila sotto le coperte.

la luce alla fine del tunnel?

Questo è il capitolo [ 10 ] della serie: "la Bolla"



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