La bolla

Pubblicato da Maurizio il 06/02/2021 Aggiornato il 08/05/2021 Tempo di lettura, circa 3 minuti

Lo studio della psicologa è piccolo e accogliente.

Colori tenui alle pareti, tende leggere alle finestre.

Lei è sorridente.

Come faccia a sorridere dopo aver ascoltato le turbe di tutti i suoi pazienti non si sa.

Io alla fine della giornata avrei probabimente voglia di fare una strage!

Il colloquio inizia in modo molto formale, con toni di voce molto tranquilli.

Teodoro è sempre molto confuso e salta di palo in frasca in una spiegazione che non spiega nulla ma che gli crea ancora più confusione.

Gli sembra di avere una manciata di stracci stipati dentro la testa e un uovo sodo - intero - nel bel mezzo del petto.

Fin da ragazzo ha avuto difficoltà a comunicare con gli altri.

Teo si è sempre definito un timido.

D’estate - al mare - quando era il momento di farsi qualche amico difficilmente ci riusciva (in realtà difficilmente ci PROVAVA) e preferiva rimanere sulla sabbia a leggere un fumetto o farsi il bagno nell’acqua bassa giocando con il fratello più piccolo.

A scuola le interrogazioni erano una battaglia epica: mani gelate e salivazione azzerata!

dentro la bolla

La bolla deforma i confini della realtà esterna. Buio e luce.

Ora, davanti all’ennesimo specialista, non ci sono più questi problemi. C’è una confusione totale di idee, pensieri, ricordi e musica che gli girano vorticosamente all’interno del cranio.

La musica è una costante che lo accompagna da mesi.

Si sta annoiando? parte la musica.

E’ sotto pressione? parte la musica.

Legge? parte la musica.

Guarda la TV? parte la musica.

Vorrebbe stare qualche minuto tranquillo, isolarsi dal mondo e pensare alla sua situazione? Non c’è niente da fare… parte la musica!

il tempo si deorma

La bolla aggredisce e deforma ogni cosa

La psicologa lo guarda con fare benevolo.

Da un angolo prende una boccia di vetro (quelle per i pesci rossi) piena di paperelle di gomma multicolori.

La rovescia su di un tavolino poi guarda Teodoro:

Ne scelga una! Scelga una paperella che la rappresenti.

Teo è indeciso.

Sono tutte delle paperelle colorate e sorridenti (sì, sembrano sorridenti) mentre lui si sente grigio come un ratto nascosto nell’ombra.

Poi ne sceglie una gialla. La classica paperella che galleggia in una classica vasca da bagno.

E’ la paperella stereotipo delle paperelle. Ordinaria. Prevedibile. Noiosa.

La psicologa infila la paperella noiosa all’interno della boccia di vetro.

Poi prende altre paperelle e le dispone sul tavolino intorno alla boccia.

Su ogni singola paperella appoggia un bicchiere di plastica capovolto.

Questo è lei (indica la paperella nella boccia) e queste sono tutte parti di lei (indica le altre paperelle sparse). Lei si trova dentro una bolla e non ha solo perso il contatto con l’esterno, ma ha anche perso il contatto con altre parti di se stesso. La bolla è nata come una bolla di sapone ma ora le sue pareti sono diventate spesse, dure e impenetrabili. Qualche volta lei si accorge dell’esistenza della bolla ma non riesce ad uscirne. Non riesce a mettersi in contatto con l’esterno. Neppure con altre parti di se stesso!
la bolla deforma anche i ricordi fissati in una fotografia

La bolla può deformare anche i ricordi fissati da una fotografia.

Teodoro non pensava che un mucchietto di paperelle di plastica colorata potessero essere così diaboliche.

Eppure guarda gli occhi della paperella nella boccia da pesce e vede i suoi.

Forse la bolla è davvero intorno a lui.

Qualche mese prima aveva addirittura pensato di farsi prescrivere una visita perchè pensava di aver perso un po’ di udito.

Faceva sempre più fatica a seguire i discorsi degli altri eppure… eppure la psicologa sta parlando con un tono di voce molto basso ma lui la sente perfettamente!

Forse la bolla è davvero intorno a lui.

Non si vede, non si sente. Ma c’è.

Inoltre è ormai passato un mese da quando ha iniziato ad assumere i farmaci ed un mese è il tempo canonico che questi principi attivi impiegano per farsi sentire.

Un mese ed una paperella di gomma in una boccia da pesci rossi vuota.

E questo è soltanto l’inizio.


Questo è il capitolo [ 4 ] della serie: "la Bolla"



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