Le radici

Pubblicato da Maurizio il 10/02/2021 Aggiornato il 08/05/2021 Tempo di lettura, circa 3 minuti

Teodoro si sente stordito.

L’effetto è simile a quello che provava da ragazzino dopo essere sceso da una di quelle giostre che ti fanno ruotare in così tante direzioni che ti sembra di avere gli organi interni riposizionati a caso.

La sensazione non è per niente piacevole.

Alla fine dei conti lui non si è mai trovato in una situazione così scomoda.

Vorrebbe piangere ma ancora non ci riesce.

Ha un irrefrenabile desiderio di sedersi in terra, anzi, di sdraiarsi in terra.

Invidia i bambini che reagiscono ad una forte frustrazione sedendosi per terra e piangendo.

Ma lui è un adulto e se dovesse fare una cosa del genere ora, davanti allo studio dello psichiatra, con tutta quella gente in giro…

NO . Non è una buona idea.

Ora deve pensare a tornare dal suo medico. Dalla dottoressa con gli occhi grandi e azzurri.

nubi scure nascondono il sole

Le nubi non possono certo spegnere il sole ma possono creare una notte apparente

E’ seduto di nuovo nel suo ambulatorio.

Non è passata nemmeno una settimana e lui ha iniziato premurosamente a prendere le pastiglie prescritte dallo psichiatra agricolo.

Ingoiare la prima è stato come dover deglutire una pietra grossa e ruvida che non voleva saperne di scivolare fino in fondo allo stomaco.

Alterna periodi di assenza totale a momenti di iper-sensibilità.

Aggiustandosi sulla poltroncina del medico vede il laccio bianco di una scarpa uscire dallo sportello chiuso di un armadietto di metallo.

Alla dottoressa piacciono le scarpe da ginnastica.

Poi vede delle minuscole fessure sul bordo tondo di un ripiano in plexiglas che avrebbe potuto essere tagliato con più precisione.

Un lavoro fatto un po’ in fretta…

La dottoressa lo distoglie dai suoi pensieri con una domanda a bruciapelo:

Come le è sembrato il medico?

A Teodoro non è piaciuto neppure un po’ ma lui non riesce mai a rispondere in modo diretto. Lui deve sempre essere diplomatico . Deve girare in torno alle cose mille volte per capire che cosa può o non può dire.

Penso che abbia visto cose peggiori, ma mi è sembrato un po’ distaccato.

In ogni caso a lui non interessa minimamente. Il medico ha confermato una situazione che lui non avrebbe mai pensato di dover affrontare!

Gli ha prescritto dei farmaci (un po’ più forti di quelli che aveva scelto la dottoressa con i capelli tra il biondo e il rosso) e ha scritto un lungo foglio sul quale si attesta che Teodoro non sta bene.

Questo gli basta.

E’ già tanto da sopportare.

E lei come si sente?

Teodoro si sente come il giorno prima e come il mese prima e come tanto tempo prima.

Sento spesso il desiderio di sedermi per terra.
la mancanza di radici

Ti accorgi di quanto conta il tuo radicamento con la terra solo nel momento in cui ti viene a mancare

La dottoressa sorride (forse) dietro la mascherina bianca e gli spiega che quando siamo smarriti andiamo a cercare una connessione con la terra perchè siamo senza radici e ci sentiamo indifesi.

Sarebbe comunque opportuno che lei cercasse un suporto psicologico. Le pastiglie da sole non fanno niente… non esiste un farmaco per la felicità!

Accidenti!

A Teodoro servirebbero proprio… gli basterebbe anche un libretto di istruzioni!

ISTRUZIONI PER ESSERE FELICI

Ora però è il momento di rientrare in casa. E andare a dormire il più presto possibile.

Alle istruzioni ci penserà domani.

Se si sveglierà.


Questo è il capitolo [ 5 ] della serie: "la Bolla"



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