Introduzione

darktable 3.2: containment effect!

darktable 3.2: containment effect!

La versione originale (in inglese) di questo articolo può essere trovata QUI.

Per la prima volta nella sua storia, darktable interrompe il suo ciclo di rilascio di un anno rilasciando la versione 3.2 nell’agosto del 2020. Lo sfortunato stato di salute globale ha portato a un netto aumento dei contributi e dei miglioramenti. Inoltre, la versione 3.4 è tuttora prevista per Natale 2020. Il 2020 sarà quindi il primo anno in cui il team di darktable avrà il piacere di offrirvi ben due versioni principali. Se avete bisogno di un corso di aggiornamento sulle caratteristiche della versione 3.0, consultate la sezione 3.0.

A causa di modifiche dell’ultimo minuto darktable 3.2 inizierà il proprio ciclo direttamente con la versione 3.2.1

Un’interfaccia rinnovata fin nei minimi dettagli

Il team di Darktable ha messo a punto minuziosamente l’interfaccia, per un look più professionale. Diversi sviluppatori hanno lavorato duramente per disegnare un’interfaccia pulita, partendo dalla riscrittura completa del Tavolo Luminoso, che è anche completata da un deciso miglioramento delle prestazioni. I temi CSS ora hanno classi più precise e commenti in linea, rendendo più facile il controllo dell’aspetto complessivo di darktable. Il lavoro sui CSS ha anche aumentato la coerenza tra i temi e gli elementi dell’interfaccia, per esempio: le caselle di controllo non erano esattamente le stesse prima della versione 3.2

I miglioramenti dell’interfaccia sono enormi, alcuni dei quali sono analizzati in dettaglio qui di seguito, come la revisione delle preferenze, i pulsanti dinamici o i tooltip, e il pezzo forte, la profonda riprogettazione del Tavolo Luminoso.

Tavolo Luminoso : una revisione totale

Il Tavolo Luminoso si è evoluto enormemente dall’ultima versione. Grazie al duro lavoro di AlicVB (Aldric Renaudin), il Tavolo Luminoso è molto più efficiente. La velocità di visualizzazione è notevole, soprattutto quando si utilizza la modalità zoomabile e su configurazioni leggermente più vecchie. anche i provini hanno beneficiato di una riprogettazione e di un miglioramento delle prestazioni.

In questo articolo, per semplicità, quando si parlerà di Tavolo Luminoso si intenderanno tutte le modalità relative a quest’ultimo, cioè la modalità zoomabile, il file browser, la modalità di selezione e l’anteprima. Tutte queste viste sono ora pronte per l’uso con risoluzioni dello schermo fino a 8k.

Aldric ha aggiunto anche nuove modalità di sovrimpressione sulle miniature, applicabili indipendentemente in ciascuna delle modalità esistenti (vista zoomabile, file browser, selezione, anteprima e provini). Cliccando sull’icona a forma di stella in alto a destra, si aprirà un nuovo menu che contiene queste nuove opzioni di visualizzazione delle miniature (stelle, icona del gruppo, icona modificata, etichette colori e altre informazioni). Se questo livello di dettaglio non fa per voi, c’è una modalità minimale (“nessuna sovrimpressione”). Un’opzione consente di visualizzare o meno le sovrimpressioni delle miniature al passaggio del mouse. Il contenuto di queste finestre può essere personalizzato nelle preferenze.

Attenzione : lasciando vuoto il campo che gestisce questo contenuto nelle preferenze non verrà visualizzato nulla, qualunque sia l’opzione selezionata nel menu sottostante.

Ecco una panoramica di alcune modalità, a partire da una visione d’insieme ottimizzata dell’interfaccia, nel modo di sovrimpressione numero 6 (vedi qui sopra). Questa modalità visualizza in modo permanente alcune informazioni e quelle estese (qui il nome del file e le informazioni principali) quando si passa sulla foto con il mouse. Si noti che le informazioni estese visualizzate possono essere impostate anche nelle preferenze (scheda Tavolo Luminoso).

Le prime due modalità sono abbastanza simili. Per impostazione predefinita, non visualizzano alcuna informazione, se non l’immagine. Solo la seconda modalità visualizzerà alcune informazioni al passaggio del mouse. Vedi sotto:

La modalità più dettagliata per le miniature è la quinta (sovrimpressioni estese permanenti) che potete vedere qui sotto:

Infine, la settima modalità è stata progettata per essere utilizzata con le viste di selezione e di anteprima (e quindi è la sovrapposizione predefinita per queste modalità). Questa modalità permette di personalizzare il tempo di visualizzazione. Ora, questa nuova modalità permette anche di visualizzare il livello di zoom dell’immagine, quando il cursore passa sopra l’immagine stessa (il 3s predefinito, potrebbe essere impostato a -1 per una visualizzazione permanente), sia in modalità di selezione che di anteprima.

Provate ad esplorare le altre modalità liberamente!

I provini (visualizzabili con Ctrl + F) possono anche visualizzare metadati personalizzati nello stesso modo. Per personalizzare i metadati dei rullini, utilizzare sempre l’icona a forma di stella. La visualizzazione delle immagini selezionate nei provini (o delle immagini nella vista di selezione) è stata migliorata. La visualizzazione e la selezione non erano chiarissime. Ora, la selezione è decisamente migliorata:

Le preferenze sono state ridisegnate: migliorata l’organizzazione

Con l’introduzione di nuove funzionalità a partire dalla 3.0, le preferenze sono state riorganizzate, aumentando il numero di schede per fornire una maggiore leggibilità. Uno degli obiettivi era anche quello di evitare un lungo scorrimento per accedere ad un’opzione. Così, ogni scheda non occupa più di una pagina (eccetto la scheda delle pre-impostazioni). Ogni scheda ha anche un nome che descrive chiaramente le opzioni che vi si possono impostare.

Poiché le schermate sono il massimo della chiarezza, ecco due esempi di schede di preferenze:

Come si può vedere, sono apparse anche alcune nuove opzioni di visualizzazione. Ora è possibile utilizzare il font di sistema (o la dimensione del font se si utilizza un tema elegante) o personalizzare la dimensione del font e la sua scalatura, per schermi ad alta risoluzione, direttamente da darktable. Un’opzione che è stata richiesta per un bel po’ di tempo e che è finalmente arrivata!

Altre opzioni consentono inoltre di affinare le dimensioni di tutti gli elementi dell’interfaccia. Fate attenzione a mantenere valori ragionevoli per le opzioni DPI! I valori predefiniti rimangono quelli raccomandati per la maggior parte degli utenti.

Infine, elstoc (Chris Elston) ha aggiunto la possibilità di personalizzare l’intera interfaccia aggiungendo il proprio CSS, come si può vedere nella schermata qui sopra.

Qui sotto un altro esempio della nuova finestra delle preferenze:

Pulsanti dinamici: personalizza le tue azioni

E darktable “prende vita” !

Sono stati integrati nuovi pulsanti dinamici, per una migliore esperienza utente. Questa funzione abilita o disabilita i pulsanti, a seconda che siano utilizzabili o meno nel contesto attuale. Per esempio, selezionare un’immagine, aprire il modulo di sviluppo, quindi fare clic su copia. Finché l’immagine rimane selezionata, l’incollaggio non è utilizzabile (non ha senso incollare lo sviluppo di un’immagine su se stessa). Selezionate un’altra immagine, e il pulsante incolla diventa cliccabile!

Altri dettagli

Suggerimenti migliorati

I suggerimenti degli strumenti a volte hanno lo svantaggio di essere visualizzati dove non si vuole che stiano. Sfortunatamente, questo problema non può essere risolto dal team di darktable, poiché è un difetto intrinseco di GTK+ (la libreria GUI usata da darktable). Per aggirare il più possibile questo problema, il team di darktable ha integrato due cose (dopo lunghi dibattiti):

  • la possibilità di mostrare/nascondere i suggerimenti in qualsiasi momento con una semplice scorciatoia: Maiusc + T
  • una (leggermente) miglior visualizzazione dei suggerimenti stessi.

Un nuovo tipo di suggerimento, il messaggio universale a scomparsa, viene utilizzato principalmente nella camera oscura. Questo appare nella parte superiore dell’immagine e rende visibili alcune informazioni essenziali, come il valore di opacità della maschera o la modifica dell’esposizione. Anche il fatto che i suggerimenti siano attivati o meno è confermato da un messaggio a scomparsa.

Un nuovo tipo di linea per il confronto delle immagini e una nuova colorazione di sovrimpressione

darktable 3.2 apporta anche alcuni miglioramenti visivi sulle sovrapposizioni di immagini in modalità Camera Oscura.

La linea per il confronto di istantanee è più visibile, e ha un nuovo indicatore visivo integrato sul lato dell’istantanea selezionata (visualizzato da una freccia con il simbolo S). È possibile impostare il colore della linea dell’istantanea, e di tutte le immagini sovrapposte (come le maschere disegnate) utilizzando un’icona a scacchiera rossa e verde, a destra della barra degli strumenti in basso. Sono disponibili sei colori (grigio, rosso, verde, verde, giallo, ciano e magenta). È anche possibile cambiare direttamente questo colore utilizzando Ctrl+ O (la lettera O). Il colore cambia istantaneamente e viene confermato da un messaggio di conferma visualizzato nella parte superiore dell’immagine.

Ecco un esempio di questa nuova modalità di confronto tra istantanee (vedi la linea in rosso). L’icona che permette di selezionare il colore della linea stessa è cerchiata in rosso.

Piccoli aggiustamenti di interazione con l’utente

Ora è possibile fare un solo clic su un’immagine dei provini per caricarla per lo sviluppo. In altre viste, per aggiungere altre immagini a una selezione, usate Ctrl e Maiusc + Click, a seconda che vogliate aggiungere una o più immagini. Per effettuare una nuova selezione, usare Alt + Click.

Ora è possibile modificare la visualizzazione dei pannelli superiore (intestazione e barra informativa) e inferiore con una sola combinazione di tasti. Per impostazione predefinita, le scorciatoie 3.0.x sono disabilitate (Shift + Ctrl + T e Shift + Ctrl + B) ma possono essere ridefinite nelle preferenze.

Ed ancora

Diverse icone sono state ridisegnate, come il gruppo, la stella, l’aiuto, le preferenze e le icone delle maschere. Le nuove icone sono anche HiDPI-ready in Windows. Tale ridisegno consente una migliore coerenza di visualizzazione a seconda del tipo di schermo (LoDPI (bassa risoluzione) o HiDPI (alta risoluzione)), qualunque sia la dimensione dell’icona utilizzata.

Tutti i selezionatori (prelievo/selezione colore N.d.T.) sono stati rielaborati per un comportamento globale e una visualizzazione più omogenea in tutta l’interfaccia. Questo lavoro aggiunge anche funzionalità per il ridimensionamento delle aree definite da un selezionatore.

L’interfaccia del selezionatore dei files è stata ridisegnata.

Le barre di avanzamento dell’esportazione e della stampa sono state ridisegnate per meglio adattarsi al resto dell’interfaccia.

In modalità Camera Oscura, il modulo attivo ha un nuovo effetto visivo sull’icona di stato e sul titolo del modulo: lo si può vedere nella schermata di filmic v4, successivamente nell’articolo.

L’elenco dei risultati della ricerca di località in visualizzazione Mappa è più leggibile e ha uno stile visivo migliorato.

Tutti i cursori scorrevoli sono stati perfezionati: le barre sono più sottili e i cursori di controllo più visibili.

Più pulizia dei dettagli in tutta l’interfaccia.

Digital Asset Management

Editor Metadati e miglioramento etichette

Gli editor dei metadati e delle etichette hanno un’interfaccia migliorata.

Editor Metadati

L’editor di metadati ha aggiunto altri due campi: un campo “Note” e un campo “Nome Versione”. Il campo nome versione è usato per personalizzare il nome di diverse versioni della stessa immagine. Questi nuovi campi sono stati integrati nelle opzioni di importazione. Le stesse opzioni sono ora presentate nello stesso modo attraverso le tre diverse modalità di importazione delle immagini e ogni campo può essere selezionato individualmente.

Tutti i campi dell’editor sono ora multi-linea. Premere Ctrl + Invio per aggiungere una riga in un campo (premendo Invio si passa al campo successivo solo salvando quello precedentemente compilato). I campi possono anche essere espansi con Ctrl + Rotella mouse.

Aprendo il nuovo editor, si vedrà anche una nuova icona per le impostazioni. Per ogni singolo campo dell’editor, è possibile scegliere di nasconderlo dall’editor o di renderlo privato (non esportabile).

Etichettatura

darktable 3.2 migliora ulteriormente la gestione delle etichette. Su darktable 3.0.2 non era sempre possibile aggiungere un’etichetta su un genitore già esistente. Ora è possibile farlo con il miglioramento della gestione dei nodi virtuali (etichete non utilizzate). Questi ultimi sono visualizzati in corsivo.

La creazione di etichette ora funziona anche senza un’immagine selezionata. Ora è possibile creare un’etichetta su un nodo virtuale, quindi inserire un carattere pipe | nell’etichetta di creazione. La vista ad albero mostra le etichette appena create.

Il bug per cui l’aggiornamento di un’etichetta richiedeva un riavvio dell’applicazione affinchè l’etichetta venisse applicata è stato risolto.

Nuovi filtri per le raccolte

Sette nuovi filtri si aggiungono ai molti già esistenti. darktable è già molto ricco di filtri sui metadati fotografici (dati EXIF e dati IPTC/XMP). D’altra parte, esistevano pochissimi filtri sui vari eventi o trattamenti specifici di darktable stesso. Conoscete già i filtri rullino, etichetta e copia locale per ordinare la vostra collezione di foto. La versione 3.2 aggiunge i seguenti nuovi filtri: coda di sviluppo, modulo, ordine moduli, data importazione, data modifica, data esportazione e data stampa. Ecco una breve descrizione del ruolo di questi nuovi filtri.

  • coda di sviluppo – seleziona foto già sviluppate o meno (questo includerà le foto che hanno dei preset applicati automaticamente).
  • modulo – seleziona le foto con la coda di sviluppo che contiene un modulo particolare.
  • ordine moduli – seleziona le foto con un ordinamento dei moduli ben preciso.
  • data importazione – seleziona le foto importate ad una specifica data/ora.
  • data modifica – seleziona le foto modificate ad una specifica data/ora.
  • data esportazione – seleziona le foto esportate ad una specifica data/ora.
  • data stampa – seleziona le foto stampate ad una specifica data/ora.

Nuove informazioni immagini

Il modulo di informazione sulle immagini visualizza anche nuove informazioni. I quattro datari di cui sopra: data importazione, data modifica, data esportazione e data stampa, oltre a una nuova informazione EXIF: compensazione dell’esposizione.

La finestra del modulo è più piccola, ma il modulo è ora ridimensionabile con Ctrl + Rotella mouse

Un nuovo modulo : negadoctor

L’attuale modulo di inversione del negativo della pellicola ha un grosso difetto: funziona solo su dati di immagine non demosaicizzati; non funziona, quindi, con i negativi acquisiti con una macchina fotografica digitale. In questo modo andiamo incontro a due problemi irrisolvibili:

  1. Se il file digitale proviene da uno scanner vero e proprio, e viene codificato con una funzione di trasferimento (la “gamma”), non viene rimosso prima dell’inversione. A seconda del tipo di scansione su cui si sta lavorando (“RAW” scansione lineare a 16 bit da uno scanner specializzato per pellicole, o scansione gamma a 8 bit codificata JPEG da uno scanner casalingo), non si avrà lo stesso comportamento. Si noti che se la scansione viene effettuata da una fotocamera digitale, il segnale è lineare, quindi il problema non si pone in questo caso.
  2. Prima di correggere lo spazio colore dello scanner o del dispositivo digitale, invertiamo il colore in modo che i profili di colore poi diventino sbagliati (dovrebbero essere invertiti anche loro), e la (inevitabile) deviazione di colore del sensore utilizzato per la scansione non possa essere correttamente sottratta.

Questo si traduce in noiose sessioni di fissaggio del colore, utilizzando diversi moduli per comporre manualmente ciò che avrebbe dovuto essere fatto automaticamente dal profilo di colore in ingresso se fosse stato applicato al momento giusto, cioè prima dell’inversione del colore del negativo.

negadoctor risolve questo problema e molto altro ancora ed è basato sul sistema di sensitometria Kodak Cineon, sviluppato negli anni Novanta per digitalizzare le bobine di pellicola nel cinema.

Dall’avvento della fotografia digitale, molti fotografi che utilizzavano normalmente la pellicola vorrebbero trovare anche le loro vecchie foto nel loro flusso di lavoro digitale. Esistono diversi metodi:

  • Farle scannerizzare da un professionista ma, per avere una buona risoluzione, è un processo relativamente costoso.
  • Digitalizzarseli in casa con uno scanner per pellicole: gli scanner di fascia bassa non digitalizzano a più di 10 Mpx e di solito offrono solo il formato JPEG con una buona perdita di possibilità di post-elaborazione; gli scanner di fascia alta offrono risoluzioni leggermente più elevate e il formato Tiff in 16 bit (migliore per la post-produzione). D’altra parte, sono lenti ad ottenere risoluzioni elevate e richiedono l’uso del proprio computer: questi scanner propongono di invertire i negativi utilizzando un propio software.

Quindi perché non usare la vostra DSLR con un sistema di ripresa macro per riprodurre i negativi delle vostre pellicole e usare darktable per fare questo lavoro?

Ai fini di questo articolo, per digitalizzare i negativi è stata utilizzata una Lumix Gx8 (20 MP in RAW) con una lente macro Leica Elmarit f:2,8 45mm: negativi in bianco e nero e a colori e diapositive in bianco e nero e a colori. Si noti che:

  1. Le diapositive non pongono alcun problema quando vengono elaborate con darktable (non è richiesta alcuna inversione).
  2. I negativi in bianco e nero sono relativamente semplici da invertire e la maggior parte dei software offre questa funzione. In darktable, il classico modulo di inversione è sufficiente, ma ora anche negadoctor li gestisce.
  3. I negativi a colori sono più capricciosi a causa del colore di base della pellicola (arancione) e del bilanciamento del bianco. Il software che li gestisce richiede un campione della pellicola non esposta per recuperare i valori RGB del filtro arancione e sottrarli, quindi, al negativo esposto.

negadoctor è in grado di processare negativi B/N e a colori. Per ottenere i migliori risultati possibili, è importante mantenere una porzione di pellicola non esposta intorno all’immagine (per catturare il Dmin, vedi sotto) e seguire una rigorosa routine che corregge il colore in due fasi:

  1. prima viene corretta la scansione, cioè le deviazioni colorimetriche apportate dalla macchina fotografica o dallo scanner che ha scansionato la pellicola,
  2. la pellicola stessa viene poi corretta a sua volta, cioè si correggono le deviazioni colorimetriche apportate dalla pellicola e dal suo possibile invecchiamento.

Il primo passo viene fatto all’inizio, neutralizzando il bilanciamento del bianco del sensore, regolando l’esposizione in modo che l’istogramma dell’immagine occupi l’intero intervallo 0-100% senza valori negativi o ritagli, e applicando il profilo di colore in ingresso (ICC) del sensore utilizzato.

Il secondo passo viene fatto con negadoctor:

Un apposito selettore vi permette di selezionare se il negativo è a colori o B/N:

Questo è ciò che vedremmo aprendo un negativo B/N ai sali d’argento:

Basta cliccare su “bianco e nero” anzichè “colore” per invertire il negativo quindi, per regolare i parametri nell’ordine in cui si trovano nell’interfaccia:

  1. Per il Dmin, selezionare con il selezionatore una parte non esposta della pellicola. In questo modo si recupera la densità minima della pellicola, corrispondente alle aree in cui è più trasparente.
  2. Per il Dmax, selezionare con il selettore un’area ad alta luminosità priva di polvere o graffi. In questo modo si recupera la massima densità della pellicola, corrispondente alle aree in cui è più opaca.
  3. Per la regolazione dell’esposizione dello scanner, selezionare un’area che dovrebbe essere nera, o anche l’intera immagine. Questo regola l’esposizione dello scanner in modo che le aree dell’immagine nera siano abbinate a valori vicini al nero puro (0, 0, 0).

La tinta verde prima dell’inversione, e indaco dopo l’inversione, è dovuta al bilanciamento del bianco della fotocamera, poiché la scansione viene effettuata in RGB. Dovrà quindi essere neutralizzata con il classico bilanciamento del bianco (prima del negativo). Per simulare una stampa dei negativi su carta a toni caldi, si può utilizzare la scheda “correzioni” di negadoctor, che permette di tingere la stampa virtuale utilizzando gli stessi algoritmi del bilanciamento del colore.

Alcune impostazioni nella scheda “correzioni” consentono di correggere il bilanciamento del bianco dell’emulsione o di tingere il negativo a scopo creativo. Alcune note importanti:

  1. Se la pellicola a colori è stata esposta esattamente alla sua temperatura di colore nominale (D50 per la pellicola “luce diurna”), la correzione del bilanciamento del bianco di negadoctor non dovrebbe essere necessaria (entrambi i valori dovrebbero essere bianco puro), a condizione che il sensore di scansione sia stato correttamente sistemato in precedenza (bilanciamento del bianco e profilo di ingresso).
  2. Se la pellicola a colori è stata esposta ad una temperatura di colore diversa da quella per cui è stata bilanciata, è necessaria solo l’utilizzo di Correzione Alte-luci e Bilanciamento del Bianco. Questa correzione è stata utilizzata nel sistema Kodak Cineon e simula una correzione dell’emulsione sulla pellicola stessa.
  3. La predominante cromatica delle ombre è un’aggiunta al classico Cineon, che viene utilizzata per recuperare importanti cambiamenti di colore, soprattutto sui negativi danneggiati da una cattiva conservazione. Per utilizzarla, assicurarsi che la compensazione di esposizione della scansione, nella scheda “pellicola”, non sia pari a zero o l’impostazione non avrà alcun effetto. Regolare quindi la deriva cromatica delle ombre prima scegliendo i neri, poi il bilanciamento del bianco delle alte-luci, scegliendo i bianchi (seguendo l’ordine dell’interfaccia). I neri della carta simulano una calibrazione additiva della stampante a colori.
  4. Sono disponibili anche correzioni a colori se si lavora con i negativi in bianco e nero, per consentire di effettuare cambiamenti di tono in uno spazio logaritmico non invertito. Gli stessi algoritmi sono disponibili nel bilanciamento del colore, ma lavorano in uno spazio pseudo-lineare e dopo l’inversione.
  5. negadoctor utilizza lo spazio di lavoro RGB della pipeline, unitamente al lineare Rec 2020 in modo predefinito. Se il primo funziona ragionevolmente bene, lo spazio colore effettivo della pellicola non è Rec 2020 e può essere utile utilizzare lo spazio RGB effettivo della pellicola per lavorare il colore. Uno sviluppatore Rawtherapee che ha lavorato su un modulo di inversione simile ha creato un profilo di colore RGB a partire dalla sensibilità spettrale delle emulsioni Fuji e Kodak. Basta scaricarlo, aggiungerlo in ~/.config/darktable/color/out, quindi scegliere FilmNegRGB_650_550_460-elle-V4-g10.icc come profilo dello spazio di lavoro nel profilo colore in ingresso. Non è chiaro in questa fase se questo profilo funziona generalmente meglio di Rec2020 per compensare il colore, ma è un’opzione.
  6. Le correzioni di colore definite in un certo spazio di lavoro diventeranno sbagliate e dovranno essere rifatte nel caso in cui lo spazio di colore di lavoro dovesse venire modificato!

La scheda “proprietà di stampa” consente di regolare i parametri di stampa virtuale in base alla carta utilizzata o al sistema di riproduzione. Infatti, il negativo è un supporto trasparente la cui opacità (densità) non può essere zero, sia fisicamente (basta guardare la pellicola) ma anche matematicamente (lavoriamo nello spazio logaritmico, e il logaritmo di 0 non esiste). È al momento della stampa virtuale che il nero della pellicola (il Dmin) viene rimappato con il valore RGB (0, 0, 0) per adattare l’immagine ai presupposti di base del processo di sviluppo digitale.

Il livello del nero imposta la correzione della densità del nero e fissa l’istogramma a sinistra. Il grado corrisponde alla curva di contrasto della carta, detta anche durezza o gamma (che non ha nulla a che fare con la gamma del monitor o con la gamma del profilo ICC). La luminosità corrisponde ad una compressione delle alte-luci: 100% significa nessuna compressione; più basso è il valore, più le alte-luci vengono compresse e il loro contrasto locale viene abbassato. Usato in combinazione con la regolazione dell’esposizione, questo aumenta la luminosità complessiva dell’immagine senza ritagliarne i valori.

Per lavorare su un negativo a colori

è quindi sufficiente attivare negadoctor (il filtro arancione sarà neutralizzato dal valore predefinito)

E poi, dopo aver fatto qualche correzione

negadoctor è uno di quei moduli che possono creare confusione, poiché diversi parametri avranno, apparentemente, lo stesso effetto sull’immagine finale. Per esempio, il Dmin, la compensazione dell’esposizione alla scansione e la correzione della densità del nero avranno tutti un impatto sulla densità del nero finale, ma il Dmin funziona linearmente prima dell’inversione, il bias di esposizione in logaritmica prima dell’inversione e la correzione dell’esposizione in pseudo-gamma dopo l’inversione. Ognuna di queste correzioni del nero ha una giustificazione matematica non intuitiva (relativa alle funzioni utilizzate, accettando o meno valori zero) che una semplice valutazione visiva del risultato finale non rivelerà.

E’ quindi importante essere metodici nell’uso per evitare di perdere il controllo sulle molte combinazioni di parametri che possono produrre un risultato visivo simile, rispettando l’ordine di utilizzo delle impostazioni definite dall’interfaccia (utilizzare le schede da sinistra a destra, e dall’alto verso il basso). Si tenga presente che qui stiamo solo simulando digitalmente un processo di stampa in camera oscura, correggendo prima lo scanner, poi il negativo, poi la stampa su carta, seguendo la linea di produzione dell’immagine. Ogni valore, ogni operazione, ogni passaggio è legato a una realtà fisica messa in pratica senza necessariamente rendersene conto nel laboratorio fotografico.

Per concludere, per usare negadoctor, occorrerà disattivare sia la curva di base che filmic, poiché duplicheranno la pellicola stessa. Una volta fatte tutte le correzioni di colore, si dovrà poi ritagliare l’immagine per rimuovere il fotogramma non esposto.

Nuovi flussi di lavoro

Il conflitto di funzionalità tra filmic e la curva base, per fornire la necessaria trasformazione tonale da RGB lineare a RGB a schermo, era precedentemente gestito tramite un’opzione nelle preferenze che abilitava la curva base in maniera predefinita, oppure no. Tuttavia, non era disponibile nulla per abilitare automaticamente il modulo filmic. Questo è ora possibile grazie ai flussi di lavoro predefiniti, disponibili nella finestra delle preferenze nella scheda di elaborazione.

Il flusso di lavoro “riferito allo schermo”, utilizzato di default, attiva automaticamente la curva base e ordina i moduli del processo di sviluppo come se stessimo lavorando in darktable 2.6 o precedenti. Come tale, applicherà la trasformazione non lineare all’inizio della pipeline, e tutte le modifiche saranno poi effettuate in RGB non lineare, come fanno quasi tutti i software di fotoritocco. L’unico merito di questo flusso di lavoro è che è quello a cui sono abituati molti fotografi, ma causerà molti problemi di coerenza del colore e di accuratezza di alcuni filtri locali (sfocatura o nitidezza), specialmente in scene con gamme dinamiche ampie.

Il flusso “riferito alla scena” è progettato intorno a filmic, per offrire lo stesso livello di funzionalità del flusso “riferito allo schermo”. Consiste nell’aggiungere, di default, +0,5 EV di esposizione (nel modulo esposizione), per regolare la luminosità globale e il grigio medio ad un valore simile a quello utilizzato dalla maggior parte dei JPEG prodotti dalle fotocamere reflex. Novità: il modulo esposizione compenserà anche la compensazione dell’esposizione eventualmente impostata sulla fotocamera (la compensazione EV dell’esposimetro), comunemente usata per evitare il taglio delle alte luci, per i fotografi che espongono a destra dell’istogramma. Questa funzione si basa sulla lettura del campo EXIF ExposureBiasValue che, per funzionare, deve essere correttamente compilato dalla fotocamera nel file RAW. Nota: per i Fuji RAW, sarà necessario aggiungere un ulteriore +0,75 EV, per una correzione complessiva di +1,25 EV, per compensare la loro sottoesposizione nativa. Successivamente, filmic viene applicato con le impostazioni predefinite e le sue impostazioni di base terranno conto della correzione dell’esposizione globale (compresa la correzione di +0,5 EV a metà grigio e la compensazione dell’esposizione). Questo permette di avere una base di lavoro ragionevolmente vicina al JPEG della fotocamera, semplicemente aprendo il RAW in darktable. Ma come ogni preimpostazione predefinita, è progettata per funzionare correttamente nell’80% dei casi, e saranno quindi necessarie ulteriori regolazioni manuali nel restante 20%; in particolare, alcune fotocamere applicano una correzione +0,5 EV e altre un +1 EV, quindi è illusorio cercare di soddisfare tutti.

Ricordiamo qui che lo scopo di filmic è quello di applicare una curva di mappatura dei toni alla fine del processo di sviluppo, permettendo un ritocco fisicamente realistico sui valori RGB codificati linearmente prima, ma anche di gestire la consistenza del colore attraverso la mappatura dei toni, al fine di preservare il più possibile le tinte e di evitare sforamenti di gamma.

Infine, è possibile non utilizzare alcun flusso di lavoro codificato e quindi disattivare tutti i moduli automatici e gestire manualmente il processo di sviluppo.

L’opzione “applica la curva base” nelle preferenze è stata eliminata, e quindi sarà necessario ridefinire manualmente il flusso di lavoro che si desidera utilizzare dopo l’installazione di darktable 3.2.

Filmic continua a crescere

Filmic è stato progettato per darktable 2.6 con l’obiettivo di migliorare la gestione del colore nelle scene con un’ampia gamma dinamica. L’obiettivo è quello di eseguire una mappatura tonale e gamma completamente definibile dall’utente, con alcune regolazioni (invece di una curva a 6-12 punti ottenuta con il reverse engineering dei JPEG del produttore), basata sulla sensibilità della pellicola. Funzionalità simili esistono in tutti i software di elaborazione delle immagini, foto (curva di contrasto), video (anteprima trasformazioni di visualizzazione LUT o OpenColorIO), e rendering 3D (filmic in Blender e OpenColorIO), perché il ridimensionamento della gamma dinamica tra i supporti di cattura e di visualizzazione è un vincolo comune in tutte le arti grafiche.

Dopo aver esaminato nuovamente la documentazione Kodak sulla sensoritometria dell’argento per il modulo negadoctor, Aurélien ha avuto nuove idee per migliorare filmic RGB:

  1. Una nuova gestione del colore per gestire la “desaturazione” delle alte-luci estreme in modo più progressivo, in particolare evitando rotture del blu in cieli contrastati. L’idea è quella di rendere lo spettro luminoso più “nitido” (vicino alla luce laser monocromatica) per “saturare” o più “piatto” (vicino alla luce bianca) per “desaturare”. Si passa così ad un approccio più fisico alla saturazione, che non ha più un legame diretto con la percezione del colore, ma che ha il vantaggio di essere controllato in modo più progressivo.
  2. Una diversa strategia di desaturazione, che porta forzatamente il bianco e nero a saturazione zero indipendentemente dalle impostazioni, ma permette di risaturare i mezzitoni per controbilanciare l’effetto della mappatura dei toni. Ricordate che lo scopo di questa desaturazione è quello di eseguire una mappatura di base della gamma per garantire che la luminanza massima e minima (convenzionalmente chiamata bianco e nero) siano acromatiche (cioè non colorate). È infatti impossibile rappresentare un colore saturo con una luminanza dello 0% o del 100% in qualsiasi spazio di colore disponibile. Un tale colore verrebbe tagliato in modo più o meno casuale, e produrrebbe in particolare tramonti giallo urina (il che significa che il rosso è stato tagliato). Filmic produce così una curva di desaturazione progressiva che assicura un passaggio graduale ai colori acromatici alle estremità.
  3. Una ricostruzione delle alte-luci basata sull’esposizione del bianco. Infatti, nello sviluppo con l’argento, oltre a desaturare le alte-luci per una mappatura integrata della gamma, la chimica tende a sfumare la transizione tra le aree bruciate e quelle leggibili, attraverso la diffusione spaziale degli elementi chimici della soluzione di sviluppo. In filmic v3 mancava ancora una certa fluidità nelle transizioni da aree leggibili a non leggibili, poiché si teneva conto solo della luminanza dei pixel, ma non della loro vicinanza. Filmic v4 introduce una ricostruzione delle alte-luci con metodo wavelet, quindi multi-scala, che mira non solo a smussare le transizioni leggibile/non leggibile, ma anche a cercare di recuperare i dettagli nitidi nei canali RGB non tagliati (quando possibile), e a propagare il colore delle aree adiacenti attraverso diffusioni successive (il processo è iterativo e l’utente può impostare il numero di iterazioni). L’utente può impostare i parametri per favorire una ricostruzione più strutturata (recupero dei canali non tagliati) o una ricostruzione più piatta (interpolazione ad alta frequenza), più colorata o più acromatica, e infine più nitida (in modalità digitale) o più sfocata (tipica dello sviluppo all’argento).
  4. Filmic permette di aggiungere rumore, utilizzando diversi profili statistici (gaussiano, poissoniano o uniforme), nelle alte-luci tagliate (vedi scheda “opzioni”). Questo permette di omogeneizzare il rumore e di simulare la texture nelle alte-luci, per evitare che le alte-luci ricostruite siano anormalmente lisce rispetto al resto dell’immagine, il tutto per fondere meglio le transizioni visive tra le alte-luci tagliate e, quindi, ricostruite e i toni validi. Questo è ancora più vicino alla resa della pellicola d’argento, che ha anche la grana nelle alte-luci.
  5. L’impostazione del grigio medio della scena scompare di default, ma può essere riattivata opzionalmente. Ciò risponde ad un’esigenza di semplificazione per gli utenti a seguito di malintesi sulla differenza tra l’esposizione globale e il grigio della scena, sia in termini di risultato visivo (che non c’è) che in termini di flusso di lavoro complessivo (attenzione, pericolo). Il modo “canonico” di utilizzare il filmic è quindi quello di utilizzare il modulo di esposizione per pre-regolare l’esposizione globale (luminosità) dell’immagine, e quindi di utilizzare filmic solo per limitare la gamma dinamica dell’immagine all’interno della gamma disponibile del supporto di visualizzazione. In questa configurazione, la compressione della gamma dinamica viene effettuata intorno al grigio medio (convenzionalmente impostato al 18%), che è l’unico valore non influenzato dalla trasformazione, preservando così la luminosità complessiva. Quindi, sentitevi liberi di andare oltre queste raccomandazioni, ma vi costerà un passo in più per convincervi finalmente che questa non è una buona idea. In questa configurazione, filmic non influisce più sulla luminosità complessiva, ma solo sulla compressione delle luminosità estreme.
  6. Le impostazioni predefinite per filmic sono regolate dal software in base alla compensazione dell’esposizione memorizzata nei metadati fotografici. Così, per i fotografi digitali che sono abituati a esporre a destra dell’istogramma, costringendo una compensazione manuale dell’esposizione in macchina per preservare le alte-luci (che è l’unico modo valido per esporre nella fotografia digitale, con tutto il rispetto per i puristi che non comprendono le differenze tecnologiche tra i semiconduttori fotoelettrici e gli ioni di alogenuro d’argento fotosensibilizzati) avranno la loro pipeline, relativa alla scena, già impostata automaticamente (in prima approssimazione, perché nel mondo del cinema ancora non si riesce ad “indovinare” quale sia il valore esatto del grigio medio per una data scena).

Filmic v3 è ancora disponibile tramite la combobox gestione colore nell’ultima scheda di filmic rgb. Inoltre è possibile aggiornare un’immagine da filmic v3 a v4 mediante la stessa scheda. Ecco un’anteprima di questo nuovo filmic rgb e la selezione della versione desiderata tramite il menu gestione colore:

Nota: la ricostruzione delle alte-luci viene effettuata per mezzo della decomposizione wavelet per iterazioni, che induce una certa perdita di prestazioni. È possibile disattivare completamente la ricostruzione impostando una soglia di alte-luci molto alta, in quanto il programma bypassa la ricostruzione se non vengono rilevati pixel oltre questa soglia. Tuttavia, data la difficoltà di ricostruire in modo convincente le alte-luci, si tratta di un compromesso più che accettabile. L’impostazione predefinita attuale disabilita la ricostruzione delle alte-luci per migliorare le prestazioni.

È anche possibile disattivare, in alcuni casi, il modulo di ricostruzione delle alte-luci quando filmic ricostruisce le alteluci direttamente, per conservare maggiori dettagli. Provvedete poi a controllare la desaturazione delle alte-luci per correggere le aree magenta che potreste creare disattivando questo modulo.

Altri miglioramenti

La versione 3.2, come la 3.0, è ricca di nuove funzionalità e miglioramenti. Questo articolo non vuole essere esaustivo, ma presentare le principali modifiche e permettere di comprenderle. Troverete qui di seguito, senza un ordine ben preciso, alcuni altri miglioramenti.

Gestione migliorata del processo di sviluppo delle immagini

darktable 3.0 non solo ha introdotto un nuovo ordine di elaborazione del processo di sviluppo, ma anche la possibilità di modificare l’ordine del processo stesso riordinando i moduli (una funzione molto avanzata). Purtroppo, alcuni utenti si sono visti persi perchè non avevano modo di trovare l’ordine predefinito delle versioni precedenti. Così, è stato aggiunto un nuovo modulo permanente in camera oscura (in basso a destra del pannello) chiamato ordine dei moduli. Questo modulo permette di controllare l’ordine del processo di sviluppo effettivamente applicato all’immagine corrente: 3.0 (il nuovo ordine predefinito), originale (l’ordine predefinito sulle versioni precedenti alla 3.0) e personalizzato (ordine personale). Questo stesso modulo permette anche di applicare il preset 3.0, quello originale, o di salvare il proprio preset personalizzato.

Prestazioni migliorate e bugs risolti

Una revisione completa del processo di sviluppo è stata effettuata da Pascal Obry, per una gestione più robusta del nuovo flusso integrato nella versione 3.0. Questa revisione rende il processo di sviluppo più stabile ed efficiente e risolve diversi bug.

Il rilevamento delle modifiche dell’immagine è stato migliorato. Ciò evita, principalmente, la necessità di ricalcolare l’anteprima di un’immagine che non è stata alterata, ad esempio perché è stata aperta in Camera Oscura senza alcuna modifica. La modifica degli XMP e delle miniature è più affidabile e ha un impatto sulle prestazioni solo nel caso di una reale modifica.

Molti altri miglioramenti alle prestazioni sono stati integrati, soprattutto nei moduli di elaborazione. Il lavoro è tuttora in corso e ulteriori miglioramenti saranno apportati nella versione 3.4. La prossima versione stabile si sta avvicinando e porterà significativi miglioramenti delle prestazioni.

darktable 3.2 introduce anche un’opzione di manutenzione automatica del database (configurabile nelle preferenze), che consente di mantenere, nel tempo, un database più in salute.

Infine, con i vari miglioramenti del codice, molte parti simili sono state unificate, permettendo una più rapida e facile integrazione di nuovi moduli e una coerenza molto migliore su parti simili (per esempio, i selezionatori di colore). Sono stati aggiunti anche strumenti di test, rendendo più facile per gli sviluppatori testare le nuove aggiunte e garantire la compatibilità e la stabilità a ritroso, specialmente quando si riscrive un modulo per ottenere migliori prestazioni.

E, naturalmente, molti bug sono stati corretti, rendendo questa 3.2 la versione 3 più stabile fino ad oggi. Se si sta già utilizzando una versione 3.0.x, è consigliabile aggiornare alla versione 3.2, se non altro per la sua superiore stabilità.

Nuove opzioni nella finestra delle preferenze

Oltre ai nuovi flussi di lavoro e alle preferenze già presentate prima, troverete alcune nuove opzioni che possono essere molto utili. Ecco le principali:

  • Nella scheda Tavolo Luminoso, è possibile ordinare i rullini per numero o per cartella. In seguito alla riprogettazione del Tavolo Luminoso, è anche possibile definire diverse categorie di dimensioni (tramite i separatori di categorie di dimensioni) che vi permetteranno di definire una modalità di sovrimpressione diversa a seconda della dimensione delle miniature. La dimensione è specificata in pixel e la dimensione delle miniature viene visualizzata nel menu a scomparsa mostrato prima.
  • Nella scheda Camera Oscura è ora possibile ridurre la risoluzione dell’anteprima di navigazione, riducendo l’uso della CPU ed eventualmente migliorando le prestazioni. Attenzione: come descritto nei suggerimenti di questa opzione, questo può ridurre leggermente la precisione delle maschere guidate.
  • Nella scheda Varie ci sono nuove opzioni per controllare come vengono applicate le scorciatoie da tastiera in caso di utilizzo di più istanze di moduli.
  • La scheda Scorciatoie ora include un campo di ricerca che consente di trovare rapidamente la scorciatoia che si desidera personalizzare.

E infine, una nuova scheda lua che, ad oggi, ha solo un’opzione per mostrare/nascondere il programma di installazione degli script lua (ulteriori informazioni in seguito).

Si noti che le preferenze modificate vengono salvate in modo dinamico. Chiudendo la finestra delle preferenze si salvano quindi tutte le preferenze modificate.

Lua script manager

Bill Ferguson, che si occupa della gestione degli script Lua, aveva realizzato uno script Lua per gestire altri script Lua. Finora il gestore degli script doveva essere installato manualmente.

L’autore ha incluso, direttamente in darktable, un installatore Lua. Questo può essere abilitato o disabilitato al primo avvio o nelle preferenze. Il programma di installazione scarica gli ultimi script disponibili dal repository degli script Lua di darktable.

Naturalmente, questo è utile solo per coloro che non hanno già installato lo script manager! Questo è l’aspetto di questo nuovo programma di installazione:

Una volta installato, lo script manager appare sul pannello di sinistra in modalità Tavolo Luminoso:

Istogramma regolabile e una nuova modalità: RGB parade

Due nuove caratteristiche sono state introdotte nell’istogramma di darktable 3.2. La prima è la possibilità di regolare le dimensioni dell’istogramma in altezza. Questa regolazione viene effettuata allo stesso modo di alcuni moduli del Tavolo Luminoso: spostare il cursore sull’istogramma e premere Ctrl + Rotella Mouse per regolarne l’altezza.

Viene introdotta una nuova modalità, RGB parade, che visualizza i grafici separatamente per ogni livello (rosso, verde e blu). Questa modalità permette di visualizzare la distribuzione delle componenti di colore.

Questa modalità può essere attivata anche selezionando la visualizzazione dell’istogramma in modalità wave (con l’icona in alto a sinistra sull’istogramma) e poi cambiando la modalità wave con l’icona immediatamente alla sua destra.

Aggiungete a questo anche un’importante riscrittura del codice dell’istogramma per una maggiore velocità di esecuzione.

Maschere disegnate: gradiente curvato

Aggiungendo una maschera disegnata, è ora possibile piegare la forma del gradiente. Per fare questo, puntare il cursore del mouse sulla barra del gradiente e scorrere verso l’alto o verso il basso con la rotella del mouse. Ctrl + Rotella mouse permette di impostare l’opacità e Maiusc + Rotella mouse gestisce la durezza del bordo.

Migliorata la coda di sviluppo

Il comportamento della coda di sviluppo è stato migliorato in base ai diversi feedback degli utenti. Quando si comprime la coda di sviluppo o si carica una nuova immagine, la coda si comporta in questo modo:

  • ogni modulo attivo che non può essere disattivato apparirà sempre nuovamente nella coda;
  • ogni modulo che è abilitato di default ma che può essere disabilitato appare di nuovo nella coda;
  • Infine, vengono aggiunti tutti i moduli attivati dalle preimpostazioni o come risultato di un’impostazione delle preferenze (flusso di lavoro o, ad esempio, nitidezza selezionata nelle preferenze).

Altro:

  • Aggiunto il supporto al formato file AVIF (>= 0.7). Questa funzione richiede l’installazione della libreria libavif.
  • Aggiunta l’opzione di esportazione in scala di grigi in formato TIFF per le immagini monocromatiche.
  • Ora è possibile esportale le mascher ein formato TIFF.
  • Nella modalità Scatto Remoto (Tethering) è ora possibile utilizzare più di 500 immagini, utile per realizzare time-lapse.
  • L’applicazione di uno stile può essere ora fatta in modalità accoda (ovvero aggiunge lo stile alla coda di sviluppo esistente) o in modalità sovrascrivi (ovvero sostituisce la coda di sviluppo esistente). In questo modo il modulo degli stili è più coerente con quello della coda di sviluppo.
  • Il modulo di gestione degli stili è ora in grado di gestire più di uno stile alla volta (cancellazione, applicazione o esportazione).
  • La procedura di orientamento in Tavolo Luminoso può ora essere applicata/annullata.
  • Con la scorciatoia Ctrl + click sul pulsante della forma della maschera è possibile ora generare maschere simili continuamente.
  • Scartando un’immagine si salva in memoria il numero di stelle che l’immagine aveva in precedenza. Se si decide di tornare allo stato precedente il numero di stelle verrà quindi ripristinato.

Questa lista non è certo completa. Altri piccoli miglioramenti potranno essere scoperti leggendo le note di rilascio complete (https://github.com/darktable-org/darktable/releases/tag/release-3.2.1)

darktable 3.4 sta arrivando

Il rilascio della versione 3.4 è previsto per Natale. Questo rilascio prevede già diversi miglioramenti prestazionali su altri moduli. Dovrebbe inoltre debuttare un nuovo Mixer Canali: più potente, efficiente e con integrato un bilanciamento del bianco più moderno che utilizza la trasformazione Braford, lo spazio CIECAT16, e che avrà una funzione di rilevamento del bilanciamento del bianco ad apprendimento automatico.

Inoltre è in corso una riprogettazione dell’interfaccia del modulo Ritocco e del modulo Bilanciamento del Bianco. Sono tuttora in via di studio diverse proposte tese a migliorare la gestione dei moduli in Camera Oscura (riorganizzazione delle schede, miglioramento dei preset, ecc.).

Sicuramente arriveranno diverse altre sorprese.

Riguardo il presente articolo

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della licenza Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0), oppure, se preferite Creative Commons BY-NC-SA 3.0 License.

Redatto in cooperazione da: Nilvus, aurelienpierre, jpg54, hgmarty, jpv e Pascal Obry. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno letto e corretto le bozze.

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