Segnali di vita

Pubblicato da Maurizio il 15/06/2021 Aggiornato il 20/09/2021 Tempo di lettura, circa 3 minuti

La giornata era perfetta per organizzare una passeggiata in montagna.

La nostra meta: il monte Ventasso e il lago Calamone.

Avremmo sicuramente trovato una discreta folla ma la pigrizia della gente è tale che basta spostarsi di pochissimo dalle aree più frequentate per riuscire a trovare angoli tranquilli.

Dopo un ottimo pranzo al sacco ci stendiamo sul telo appoggiato sul prato all’ombra di un faggio secolare.

Tra le fitte foglie filtrano raggi di sole che mi colpiscono gli occhi ma non li offendono grazie allo schermo vegetale.

I raggi di sole filtrano tra le foglie del bosco

Mentre l’ombra mi ristora e il sole mi ricarica, osservo la disposizione di ogni singolo ramo e di ogni singola verdissima foglia.

Ciò che per noi sembra solo caos, per la natura è, al contrario, un progetto perfetto, unico ed irripetibile.

Quante foglie ci sono in un bosco?

Milioni?

Miliardi?

Sicuramente il numero eccede di gran lunga la quantità di abitanti che vivono in una grande metropoli.

Eppure - se ti fermi ad osservare - capisci di essere all’interno di uno dei più meravigliosi e perfetti progetti che la vita è in grado di realizzare.

Chiaroscuri di foglie

Come ti avranno insegnato a scuola, le foglie vivono trasformando la clorofilla al loro interno grazie alla luce solare.

Apparentemente molto semplice…

Ora fa un passo avanti e inverti il ragionamento: le foglie NON vivono se NON c’è luce solare.

A parole anche questo è molto semplice ma se inizi a guardare in alto - attraverso le foglie, verso il sole - allora vedrai un universo.

Ogni singola foglia, per vivere, ha bisogno di una certa quantità di luce. Ciò significa che ogni singola foglia non è stata posizionata a caso ma si trova in un punto molto preciso: un punto che le permette di ricevere ogni giorno la quantità di luce necessaria alla propria vita.

Se c’è luce c’è vita.

Per fare ciò ogni albero deve posizionare tutte le sue foglie in modo che ricevano almeno una minima quantità di luce per poter sopravvivere.

Sai cosa significa questo?

Significa calcolare la posizione del sole in ogni singolo minuto per tutto l’arco della giornata.

Significa calcolare i cambiamenti che il percorso del sole fa nel corso delle stagioni.

Significa fare i conti con il vento che impone alle foglie di crescere in una certa direzione.

Con la neve che durante un inverno può spezzare un ramo.

La disposizione delle foglie di ogni singolo albero è infinitamente più perfetta della disposizione di una grande città (alla quale hanno lavorato, ingenieri, architetti, esperti di viabilità e di arredo urbano e altre maestranze altamente qualificate).

Rami e foglie di faggio

L’uomo potrebbe fare la stessa cosa?

Sono pronto a scommettere che hai pensato immediatamente ad un super-computer, all’intelligenza artificiale, alla tecnologia. Penso questo perchè oggi noi esseri umani siamo in grado di pensare solamente in termini di velocità…

La natura no. La natura è lenta. La natura pensa e agisce in modo estremamente lento.

Quello che per noi è una frazione di secondo, per il mondo è almeno un decennio.

Un bosco ragiona in secoli. Non ha altre unità di misura se non quelle che noi esseri umani imponiamo (un disboscamento totale può richiedere solo qualche mese).

L’albero sotto il quale mi trovavo ha deciso nel corso di almeno due secoli - viste le dimensioni - dove posizionare ogni sua singola foglia.

Dove vedi una foglia lì c’è possibilità di vita. Dove le foglie non ci sono significa che in quella posizione non è possibile sopravvivere.

Semplice, umile, lento ma estremamente efficace. A prova di errore.

E se questo vale per un singolo albero pensa con che precisione deve organizzarsi un bosco intero!

Non credo basti un’intelligenza artificiale. Il problema sarebbe troppo complesso.

É come pretendere di progettare una galassia con stelle e pianeti che si muovono all’unisono in un meccanismo perfetto.

Non ne siamo capaci.

La prossima volta che ti troverai sotto un albero fermati. Guarda in alto. Vedrai un universo.

Faggio secolare sul monte Ventasso


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