La biblioteca Panizzi

Pubblicato da Maurizio il 23/10/2020 Aggiornato il 17/04/2021 Tempo di lettura, circa 3 minuti

La biblioteca Panizzi di Reggio Emilia è stata fondata nel 1798 e dal 1864 ha trovato la propria sede nel Palazzo San Giorgio, in pieno centro storico.

Come tante biblioteche è un luogo molto particolare, al cui interno regna un clima quasi magico…

In un progetto che parla di una biblioteca ci si aspetterebbe di trovare foto di libri e di scaffali (come in effetti ho fatto per la foto di copertina) ma la biblioteca Panizzi è un luogo così particolare che ho voluto immortalare altro.

Quando mi sono trovato al suo interno non ho più visto libri e scaffali, studenti chinati sui tavoli e addetti che riposizionavano volumi… ho iniziato a sentire il respiro della biblioteca stessa. L’edificio, i muri antichi, hanno iniziato a mettersi in posa per un visitatore atipico che non aveva tra le mani dei libri ma una fotocamera.

Ovviamente mi sono premurato di chiedere anticipatamente il permesso di fotografare! ed ecco che cosa ho trovato all’interno del Palazzo San Giorgio tra uno scaffale ed un tavolino.

Il palazzo antico che ospita la biblioteca è ricco di storia. Chissà quante persone sono passate di qua... quante cose il vecchio palazzo ha visto e ascoltato!

Dentro la storia

I palazzi così antichi sono stati utilizzati per numerosi fini, così capita che restauri e sistemazioni delle vecchie murature portino alla luce qualche stranezza come questa doppia iscrizione.

Oggi fa bella mostra di se in cima ad una larga scalinata ma un tempo chissà… forse venne nascosta con intonaco o pittura pensando che potesse restare celata per sempre.

Gli affreschi all'interno del palazzo sono numerosi. Le antiche pitture sono state riportate all'originale splendore grazie a lunghi e meticolosi restauri.

Gli affreschi all’interno del palazzo sono numerosi. Le antiche pitture sono state riportate all’originale splendore grazie a lunghi e meticolosi restauri.

Qui tutto si mescola. Antico e moderno. I frequentatori della biblioteca sono curvi sui volumi mentre - sulle loro teste - vecchi affreschi li guardano stendendo i loro colori come una calda coperta che ti protegge e ti rinfranca.

Le ampie sale sono collegate da corridoi lunghissimi ingombri di scaffali carichi di volumi.

Le ampie sale sono collegate da corridoi lunghissimi ingombri di scaffali carichi di volumi.

I corridoi che si snodano nel ventre dello storico palazzo sono larghi abbastanza da permettere il posizionamento di altri scaffali e altri volumi.

Percorrere un corridoio per raggiungere la sala successiva è veramente una strana passeggiata.

L’odore della carta stampata è ben percepibile e la mia fotocamera digitale piena di pulsanti e di spie stona un po’ in questo luogo.

Tra uno scaffale e l'altro, nelle zone della biblioteca meno frequentate - non è raro trovare scritte sui muri. Di solito sono pensieri, poesie, riflessioni.

Tra uno scaffale e l’altro, nelle zone della biblioteca meno frequentate - non è raro trovare scritte sui muri. Di solito sono pensieri, poesie, riflessioni.

Tra migliaia di libri qualcuno ha voluto lasciare una testimonianza del suo passaggio.

Di fianco ai tavoli da lettura - nei corridoi meno frequentati - i muri imbiancati accolgono pensieri, poesie, disegni.

Forse a causa dell’austerità del luogo non ho trovato niente di sconcio, di maleducato, niente politica, niente numeri di telefono, ma solo iscrizioni che testimoniano che l’isolamento e il silenzio invitano a riflettere.

Le iscrizioni murarie - sebbene criticabili - non sono mai volgari. Sono riflessioni e pensieri forse ispirati dall'aria che si respira in questo luogo.

Le iscrizioni murarie - sebbene criticabili - non sono mai volgari. Sono riflessioni e pensieri forse ispirati dall’aria che si respira in questo luogo.

Sacro e profano

Tra tanta storia si riesce sempre a trovare la stranezza che arriva da chissà quale fase di restauro...

Tra tanta storia si riesce sempre a trovare la stranezza che arriva da chissà quale fase di restauro…

Poi arriva sempre - inaspettata, dietro l’angolo - l’opera d’arte di un restauro fatto chissà quando e chissà da chi con una bella parete in vetro su telaio d’alluminio e un discutibile attaccapanni.

Dietro il vetro, muto testimone da qualche decennio, il Signor Bonaventura esulta per il suo milione!

Un vero e proprio minestrone temporale! Neppure l'architetto più ardito avrebbe mai osato pensare ad un arredamento simile!

Un vero e proprio minestrone temporale! Neppure l’architetto più ardito avrebbe mai osato pensare ad un arredamento simile!

Quest’immagine vale bene la chiusura.

Nei luoghi che hanno visto trascorrere tanto tempo si possono trovare degli interessanti pout-pourri temporali: una sedia antica, un tavolino di dubbio stile (probabilmente post bellico), un videoregistratore ed uno schermo a led.

Credo che questo angolo non venga utilizzato da qualche tempo…



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