20 dicembre 1944

Pubblicato da Maurizio il 26/12/2020 Aggiornato il 20/09/2021 Tempo di lettura, circa 4 minuti

Siamo nel pieno delle festività natalizie.

I preparativi fervono nonostante le limitazioni imposte per rallentare la diffusione della pandemia.

Natale è arrivato anche quest’anno e - oggi - è già passato.

I bambini hanno ricevuto i loro regali, i ragazzi si fanno gli auguri in video-chiamata, gli adulti e gli anziani non capiscono come mai, anche per le feste, non si possa uscire per andare a fare le solite cose…

Sono passati solo 76 anni.

Dico ‘solo’ perchè 76 anni sono meno della vita media di una persona. Sono veramente pochi.

E’ la vigilia di Natale. Questa sera prepareremo in casa una bella cenetta a base di pesce che innaffieremo con del buon vino. Avrò con me mia moglie e i miei due figli.

Una stretta stradina asfaltata si snoda in aperta campagna costeggiando il monumentale terrapieno della TAV

Una stretta stradina asfaltata si snoda in aperta campagna costeggiando il monumentale terrapieno della TAV

Ma c’è ancora tempo.

Mi incammino al limitare del paese.

Le case sono finite da un po’ e la strada, asfaltata ma stretta e poco curata, arriva vicinissima al terrapieno della TAV per poi infilarsi sotto di questo e di nuovo sotto quello dell’Autostrada del Sole (un nome che qui non ha molto senso…).

Servono ancora solo pochi minuti di cammino per arrivare a casa Manfredi.

Il murales PARTIGIANO REGGIANO dipinto sulla facciata di casa Manfredi che guarda l'autostrada.

Il murales PARTIGIANO REGGIANO dipinto sulla facciata di casa Manfredi che guarda l’autostrada.

La vecchia casa colonica oggi è poco più di un rudere ma qualche mese fa l’amministrazione comunale ha commissionato un murales a ricordo delle famiglie Manfredi e Miselli e di tutti i martiri antifascisti che la nostra terra ha perduto.

L’Emilia Romagna è stata capace di dare i natali a Benito Mussolini e, contemporaneamente, a così tante persone che lo hanno combattuto ad ogni costo.

Penso alla mia casa. Ordinata, in un bel quartiere. Le tende alle finestre con dietro le luci natalizie. Il riscaldamento acceso.

Qui da noi non fa mai veramente freddo. Eppure l’umidità è talmente abbondante che il freddo ti entra dappertutto e ti gela dietro il collo e sulla schiena prima ancora delle mani.

Qui, 76 anni fa, una mamma ha perso il marito e i figli.

Mancava poco a Natale. Sicuramente non c’era nessuna luce dietro le tende in casa ma, forse, si sarebbe potuto sperare in una cena calda sebbene la miseria in cui versavano queste famiglie, per colpa della guerra, non concedesse tante speranze.

Casa Manfredi - ormai diroccata - divorata dalle erbe e dall'umidità. Alle sue spalle scorre rumorosa l'autostrada A1

Casa Manfredi - ormai diroccata - divorata dalle erbe e dall’umidità. Alle sue spalle scorre rumorosa l’autostrada A1

Se non passi da noi in inverno e non vieni a fare due passi in campagna non puoi capire come, in queste case fatte di mattoni umidi fino al primo piano, potessero vivere delle famiglie intere.

Radunate in cucina, quando il fuoco era acceso per preparare il pasto, o nella stalla di sera.

Così, pochi giorni prima di Natale, mamma Manfredi perse i figli e il marito.

Nessuno le aveva vietato di andare al centro commerciale per il suo aperitivo… le hanno solamente sterminato la famiglia. Quattro giorni prima di Natale.

Dietro casa Manfredi vedi chiaramente l’argine del Crostolo, il torrente che passa attraverso Reggio Emilia.

La distanza non è tanta ma con la nebbia non la noti subito. Se ti avvicini invece puoi vedere, in mezzo al nulla, una lapide di marmo bianco.

Un cippo ai caduti sull'argine del torrente Crostolo. :class: img-responsive

Un cippo ai caduti sull’argine del torrente Crostolo.

Sebbene l’autostrada non sia lontana ti assicuro che in una giornata come questa la nebbia è talmente pesante che riesci a malapena a sentirne il rumore.

E 76 anni fa l’autostrada non c’era quindi il silenzio era assoluto.

L’erba è in gran parte secca e inzuppata d’acqua.

Gli alberi spogli, che crescono dentro gli argini del torrente, sono le uniche cose che riescono a rompere la monotonia di un paesaggio fatto unicamente di orizzonti.

E’ in un paesaggio come questo, in una giornata come questa, che cinque ragazzi comuni - con i sogni di tutti i ragazzi comuni - sono stati portati dietro casa Manfredi e sono stati lasciati riversi su quell’erba secca e inzuppata d’acqua.

A pochi giorni dal Natale.

76 anni fa.

Buone feste!

A tutti!

Anche a chi riesce sempre e comunque a lamentarsi.




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