Introduzione

Luce e buio

Luce e buio

Il buio non potrebbe esistere se non esistesse la luce.

Ovvero il buio è una diretta conseguenza della luce (la sua mancanza).

Se è vero che la fotografia viene scolpita dalla luce è altrettanto vero che anche il buio dovrebbe avere il suo giusto spazio.

Luce e buio creano contrasto, creano dinamismo, rendono più interessante una fotografia. Le immagini illuminate in modo uniforme risultano, anche se piene di colore, un po’ piatte…

Ovviamente i momenti migliori per fotografare scene con luce e buio insieme non sono frequentissimi e andrebbero selezionati con cura (sempre che ne abbiate la possibilità).

Albe, tramonti, temporali, scene molto contrastate dove la presenza di luce e buio allo stesso momento rendono difficoltoso lo scatto ma magica la foto.

Gli ultimi raggi di luce si riflettono sulla superficie assolutamente piatta degli stagni della salina.
Gli ultimi raggi di luce si riflettono sulla superficie assolutamente piatta degli stagni della salina.

Questa fotografia è stata realizzata non appena il disco solare si è nascosto dietro le poche nuvole all’orizzonte.

Era agosto, quindi l’illuminazione della scena era ancora molto forte. Scordatevi la scena che vedete qui sopra! Il tutto era molto diverso ma…

il fatto di non avere il disco solare all’interno dell’inquadratura è stato sufficiente per permettermi di fare rientrare la gamma dinamica della scena all’interno di parametri accettabili per il mio sensore.

Diciamo tutta la verità: ho dovuto utilizzare un filtro graduato da 3 EV ma, comunque, non ho dovuto manipolare il tutto fondendo immagini diverse scattate a forchetta. Già questa è una bella soddisfazione.

Il file grezzo

Quando mi sono ritrovato in mano il raw ho visto subito che la fotografia presentava due nette zone di colore: un bel blu in alto e un rosa molto intenso in basso. Due colori praticamente complementari!

Le due aree di colore sono divise all’orizzonte dalla sagoma scura del mulino e dell’edificio circostante.

Il fatto di avere scattato con ancora molta luce in cielo mi ha anche permesso di conservare tanti dettagli delle zone in ombra che, nell’immagine, sono ben visibili sebbene risultino molto più scuri del cielo e della superficie dello stagno.

In primissimo piano si notano dei blocchi calcarei usati per delimitare il bordo dello stagno. Erano molto vicini ai piedi del cavalletto e li ho voluti includere nell’inquadratura per dare un limite allo specchio d’acqua e dare una dimensione ben precisa alla scena (al contrario di quello che ho fatto QUI dove la mancanza di un bordo inferiore aumenta – di fatto – la dimensione della salina).

Ancora buio

Anche le pietre in basso presentano delle nette zone buie. In questo caso non era necessario conservare alcun dettaglio, anzi, il buio netto tra le fessure è molto naturale e delimita in modo più netto e deciso la scena.

L’ombra nell’acqua, dovuta semplicemente alla luce solare che vi rifletteva in modo più debole, è stata leggermente aumentata con un po’ di vignettatura e costituisce – insieme alle pietre – la base della fotografia che è composta quasi unicamente usando il colore.

Luce e buio hanno trasformato un tardo pomeriggio molto ordinario in una sera magica.

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