Introduzione

Ascesa al Monte Analogo

Ascesa al Monte Analogo

René Daumal non vide mai pubblicato il suo ultimo romanzo. Morto improvvisamente durante la sua stesura, il volumetto venne pubblicato postumo, quasi dieci anni dopo, incompiuto.

E’ una strana sensazione arrivare ad un certo punto del racconto e trovare una virgola prima del nulla.

Tutto ciò che verrà dopo, di questa avventura fantastica, è rimasto appunto nella fantasia dell’autore.

Un gruppo di alpinisti esperti decide di scalare la vetta del Monte Analogo. Nessuno sospetta neppure l’esistenza di questo massiccio se non Pierre Sogol, strano personaggio che teorizza l’esistenza di questo luogo inesistente sulle carte geografiche (in realtà Monte Analogo appartiene ad un suo proprio continente, quasi una moderna Atlantide).

Partiti a bordo del battello Impossibile riescono, confermando la teoria di Sogol, ad entrare in una sorta di dimensione parallela raggiungendo il continente nascosto.

La fortuna è arrivata e l'imbarcazione riesce a raggiungere la costa del continente. Le acque sono calme e, in lontananza, si intravede una costa montuosa permeata di nebbia. Il sole sta tramontando - condizione essenziale per poter trovare il Monte Analogo - ma questa notte il riposo sarà dolce.
La fortuna è arrivata e l’imbarcazione riesce a raggiungere la costa del continente. Le acque sono calme e, in lontananza, si intravede una costa montuosa permeata di nebbia. Il sole sta tramontando – condizione essenziale per poter trovare il Monte Analogo – ma questa notte il riposo sarà dolce.

Approdano a Porto-delle-Scimmie, una località abitata da una vasta eterogenìa di naviganti arrivati da ogni luogo e da ogni tempo.

In paese si tengono in massima considerazione le guide alpine che sono considerate quasi degli esseri superiori e che hanno in mano il governo e le leggi del posto. Gli altri si guadagnano da vivere coltivando la terra o mandando avanti attività commerciali di ogni genere.

Dall'imbarcazione ormeggiata si possono vedere le case di Porto-delle-scimmie adagiate sulle prime colline. Il faro svetta sulle basse abitazioni. Nuvole piene di pioggia scivolano sul fianco della montagna e annunciano un temporale imminente.
Dall’imbarcazione ormeggiata si possono vedere le case di Porto-delle-scimmie adagiate sulle prime colline. Il faro svetta sulle basse abitazioni. Nuvole piene di pioggia scivolano sul fianco della montagna e annunciano un temporale imminente.

La vita in questo luogo è molto particolare, i ritmi sono lenti, l’atmosfera fuori dal tempo. Le persone rispettano leggi e regole molto caratteristiche.

Non c’è denaro. L’unico materiale che ha valore (e che valore!) è il peradam, una sorta di cristallo quasi magico.

La spedizione finalmente parte. Una lunga carovana di uomini e bestie da soma inizia il percorso verso il campo base. Porto-delle-scimmie scompare alla vista per lasciare il posto alla montagna: sentieri, boschi, ruscelli e la strana fauna locale.

Appena fuori da Porto-delle-scimmie la natura ha il netto sopravvento. La terra umida e il bosco producono una nebbia leggera che nasconde il paese alla vista anche se le case sono poco lontane e, prestando attenzione, si sentono le voci degli abitanti e i rumori delle loro attività.
Appena fuori da Porto-delle-scimmie la natura ha il netto sopravvento. La terra umida e il bosco producono una nebbia leggera che nasconde il paese alla vista anche se le case sono poco lontane e, prestando attenzione, si sentono le voci degli abitanti e i rumori delle loro attività.

La spedizione si deve muovere rispettando regole ferree per la tutela della natura e una curiosa usanza di rispetto verso le spedizioni che seguiranno.

Salendo i primi tratti del sentiero si abbandonano anche le ultime case di Porto-delle-scimmie. Il sole tramonta e chiude il sipario sulla prima parte del viaggio. Le dolci colline della costa lasciano vedere - alle loro spalle - la distesa infinita dell'oceano. L'ascesa verso Monte Analogo è solo all'inizio.
Salendo i primi tratti del sentiero si abbandonano anche le ultime case di Porto-delle-scimmie. Il sole tramonta e chiude il sipario sulla prima parte del viaggio. Le dolci colline della costa lasciano vedere – alle loro spalle – la distesa infinita dell’oceano. L’ascesa verso Monte Analogo è solo all’inizio.

Il libro si interrompe prima che la spedizione raggiunga il campo base. Possiamo solo immaginare il seguito. Il titolo dell’ultimo capitolo, che Daumal aveva rivelato in una lettera ad un amico racchiude un po’ il senso di tutto il libro: E voi, che cosa cercate?

La simbiosi di queste persone con la montagna è totale. Le guide alpine sono le massime autorità e vengono tenute in grande considerazione. Questa immagine di una piccola chiesa incastonata sull'enorme parete rocciosa rende bene l'impressione di sudditanza che gli abitanti di Porto-delle-scimmie hanno verso la montagna.
La simbiosi di queste persone con la montagna è totale. Le guide alpine sono le massime autorità e vengono tenute in grande considerazione. Questa immagine di una piccola chiesa incastonata sull’enorme parete rocciosa rende bene l’impressione di sudditanza che gli abitanti di Porto-delle-scimmie hanno verso la montagna.

A me piace pensare che la spedizione non raggiungerà mai la vetta del Monte Analogo. In questo modo lo scrittore non è obbligato a rivelare chissà quale verità suprema (che neppure lui conosce) e fa sì che i vari personaggi possano invece trovare le loro risposte nascoste ognuno dentro di sé.

Più si sale e più la nuda roccia si fa evidente. La vegetazione tenta di ricoprire il tutto ma alcune pareti sono talmente ripide e scabrose che solo qualche ciuffo d'erba riesce a sopravvivere. Il confine tra la vita e la morte è netto ed improvviso.
Più si sale e più la nuda roccia si fa evidente. La vegetazione tenta di ricoprire il tutto ma alcune pareti sono talmente ripide e scabrose che solo qualche ciuffo d’erba riesce a sopravvivere. Il confine tra la vita e la morte è netto ed improvviso.

L’avventura passata insieme, la bellezza selvaggia del luogo, le rigide regole e la conoscenza di persone così diverse sono solo le chiavi che permetteranno di aprire le porte necessarie.

Roccia e vegetazione, foglie e rami morti. Il verde della vita e il giallo-marrone della morte. In natura vita e morte si intrecciano spesso e la morte non fa paura come a noi esseri umani.
Roccia e vegetazione, foglie e rami morti. Il verde della vita e il giallo-marrone della morte. In natura vita e morte si intrecciano spesso e la morte non fa paura come a noi esseri umani.

Per questo motivo la cima del Monte Analogo resta avvolta tra le nuvole, celata alla vista. Certi miti devono restare tali. La vetta che ognuno di noi ha davanti non verrà mai raggiunta perché il vero scopo della vita non è la meta ma il cammino.

La cima di Monte Analogo rimane nascosta alla vista. Lontana, avvolta dalle nuvole. Cosa ci sarà lassù? Non lo sapremo mai; la spedizione si interrompe molto prima e, comunque, se la cima di Monte Analogo è la conoscenza è meglio non saperlo. Ognuno può seguire il proprio cammino e cercare di arrivare in vetta.
La cima di Monte Analogo rimane nascosta alla vista. Lontana, avvolta dalle nuvole. Cosa ci sarà lassù? Non lo sapremo mai; la spedizione si interrompe molto prima e, comunque, se la cima di Monte Analogo è la conoscenza è meglio non saperlo. Ognuno può seguire il proprio cammino e cercare di arrivare in vetta.

Nota dell’autore

Questo breve progetto rientra nella categoria dei progetti posteriori. Le fotografie sono tutte immagini d’archivio scattate tra il 2015 e il 2018 in Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Lombardia.

Nota della nota

Ad essere sinceri queste fotografie non dovrebbero esistere… Come specifica ben chiaramente Daumal:

Contavo anche un po’ sulle fotografie e i film che Hans e Karl si erano proposti di fare; ma allo sviluppo nessuna immagine appariva sulla superficie sensibile; era impossibile, con materiale normale, fotografare qualcosa qui.

René Daumal – Il Monte Analogo
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