Maurizio Paglia
Un panorama del mare e del cielo che si confondono all'orizzonte in una cupa giornata di pioggia.

La vastità della solitudine

Un panorama del mare e del cielo che si confondono all'orizzonte in una cupa giornata di pioggia.
Un panorama del mare e del cielo che si confondono all’orizzonte in una cupa giornata di pioggia.

Io penso che la solitudine sia così

Grigia, fredda, dai contorni indefiniti e vasta. Vastissima.

Sai di essere in alto e hai paura di cadere.

Davanti a te non c’è nessuna ringhiera sicura a cui appoggiarti.

Senti debole il rumore dell’acqua molti metri più in basso.

Potresti prendere un sasso e lasciarlo cadere ma

non sentiresti mai il rumore del suo tonfo in acqua

e non potresti nemmeno vedere il suo spruzzo.

Cerchi di guardare avanti per non farti prendere dalla vertigine

ma vedi solo nuvole grigie e pesanti

che si confondono con il mare plumbeo e piatto.

Si sente il rumore del vento, freddo, umido

che – a tratti – ti colpisce la faccia.

Sai che lo spazio davanti a te è pieno di questo vento

ma non riesci a vederlo.

Sai che potrebbe essere più o meno freddo,

più o meno umido,

ma solo gli uccelli potrebbero raccontartelo

e di uccelli non ne vedi neppure uno.

Anche loro non volano in questo spazio sterminato

dai confini lontani e confusi.

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