Maurizio Paglia
Una vecchia fotografia può riprendere vita facilmente mutando in una nuova immagine.

Immutabile: sì o no?

Questa mattina ragionavo sull’immutabilità delle fotografie.

In casa mia (come in casa di ogni appassionato) ci sono diverse fotografie appese ai muri e ne fissavo una scattata più di due anni fa.

Una stretta stradina di Erice (Trapani) si apre verso il campanile di una chiesa. Ai lati i muri delle abitazioni e in primo piano il classico selciato.

Forse oggi quella strada non è più così.

SICURAMENTE quella strada oggi non è più così. Forse su uno dei muri è stato attaccato un manifesto della fiera paesana. Oppure una delle finestre ha le imposte aperte in diverso modo.

La fotografia fissa un attimo preciso e lo rende immutato nel tempo.

Ma se la scena ripresa è già cambiata (e chissà come…) perchè mai la fotografia dovrebbe rimanere la stessa in eterno?

La risposta che mi sono dato è questa: ai nostri occhi ogni fotografia sembra rimanere immutata nel tempo ma, in realtà, così come la scena originale cambia anche la fotografia stessa cambia!

Ad ogni attimo di tempo la fotografia cambia.

La dimostrazione è la foto di copertina.

Imbraccio la macchina fotografica, imposto un tempo di scatto di un secondo, inquadro in modo da comprendere una piccola parte del muro nel mirino e scatto ruotando leggermente la fotocamera verso destra e sinistra più volte.

Ecco! Quindi avevo ragione! La mia fotografia non è più la stessa!

Ovvero è la stessa ma è diversa (così come la strada di Erice è ancora la stessa ma è già diversa).

Ogni fotografia non è dunque immutabile! La fotografia vive ogni attimo di tempo, si evolve, cambia. E’ uguale a prima ma nello stesso tempo non lo è.

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