Maurizio Paglia
La piazza antistante il Palazzo d'Inverno (uno degli edifici che ospita l'immenso museo di stato dell'Hermitage) a San Pietroburgo. I numerosi turisti sono figure insignificanti all'ombra della poderosa Colonna di Alessandro

Il Palazzo d’Inverno

La piazza antistante il Palazzo d'Inverno (uno degli edifici che ospita l'immenso museo di stato dell'Hermitage) a San Pietroburgo. I numerosi turisti sono figure insignificanti all'ombra della poderosa Colonna di Alessandro
La piazza antistante il Palazzo d’Inverno (uno degli edifici che ospita l’immenso museo di stato dell’Hermitage) a San Pietroburgo. I numerosi turisti sono figure insignificanti all’ombra della poderosa Colonna di Alessandro

Il museo dell’Hermitage, tappa obbligata

Se visitate San Pietroburgo non potete non dedicare almeno una mezza giornata ad una visita al museo dell’Hermitage.

A dire la verità servirebbe ben più di mezza giornata ma è così bello camminare per la città che abbiamo deciso di non dedicare troppo tempo allo sterminato museo.

Al pari dei più grandi musei del mondo l’Hermitage occupa una superficie vastissima divisa in più edifici. Il più famoso e universalmente conosciuto è il Palazzo d’Inverno, residenza degli Zar russi.

Ovviamente era mia intenzione portarmi a casa un ricordo fotografico di quell’edificio ma – una volta sul posto – i problemi da superare erano diversi.

Oltre al classico disordine russo (automezzi parcheggiati a ridosso del palazzo, bagni pubblici realizzati in due vecchi autobus, cantieri edili ovunque) dovevo affrontare una quantità di turisti che non mi aspettavo.

La piazza davanti alla facciata principale del palazzo è molto vasta ma questa vastità non sarebbe mai stata documentata a dovere perchè la superficie era continuamente invasa da centinaia di persone che non permettevano allo sguardo di spaziare.

Escluso quindi immediatamente uno scatto con la macchina vicino alla pavimentazione, ma anche uno scatto meno originale con la macchina ad altezza occhi non avrebbe reso merito a quel luogo…

Non resta che alzarsi in volo

Effettivamente quello che a noi umani manca è proprio la dote del volo che ci permetterebbe di osservare il mondo da diverse prospettive.

Io non posseggo un drone e, se anche lo avessi avuto, non avrei certo potuto portarlo con me.

Non oso neppure pensare alle difficoltà che un fotografo amatoriale dovrebbe affrontare per fare alzare in volo un drone in Russia…

Comunque non ne ho avuto bisogno perchè dalla parte opposta della piazza ci sono altri edifici che fanno sempre parte dell’Hermitage stesso quindi… è bastato solamente acquistare il biglietto giusto.

Da una finestra del secondo piano ho trovato l’inquadratura che cercavo!

Inoltre (magia o solo fortuna?) le finestre chiuse erano dei veri pezzi di antiquariato e montavano ancora vetri fatti a mano.

Le irregolarità del vetro fatto a mano avrebbero provocato all’immagine qualche deformazione e riflesso che mi avrebbero permesso di viaggiare indietro nel tempo.

Il momento giusto

Ho parlato in un altro articolo del momento giusto in fotografia. Ecco: questo era il momento giusto per questa immagine.

Le nuvole avevano semi-nascosto il sole attenuando quasi totalmente le ombre del pomeriggio.

Le linee geometriche della pavimentazione guidano lo sguardo in modo deciso verso la facciata verde del palazzo.

Il torricino con la cupola dorata bilancia bene l’enorme mole scura della Colonna di Alessandro.

Il vetro fatto a mano aggiunge una patina di antico che mi piace molto e trasfigura i turisti (potrebbero anche essere cittadini russi di mezzo secolo prima, non credete?).

Per finire il colore delle nuvole riprende come tonalità il verde del palazzo creando una bella e netta suddivisione orizzontale dell’immagine.

L’alternativa

Come solitamente mi piace fare ho comunque scattato tante altre immagini perchè non me ne voglio mai andare da un posto con una sola fotografia.

Tra le tante credo che questa possa meritare attenzione.

I turisti stanchi, ma ancora curiosi, si aggirano per la piazza antistante il Palazzo d'Inverno.
I turisti stanchi, ma ancora curiosi, si aggirano per la piazza antistante il Palazzo d’Inverno.

Non potendo godere della posizione sopraelevata non è assolutamente visibile il reticolo geometrico della piazza che dava tanta forza all’immagine precedente.

La Colonna di Alessandro è sempre visibile anche se, a causa della posizione bassa e dell’ottica corta, risulta inclinata leggermente verso destra (comunque non mi dispiace e ho deciso di non correggerla in post-produzione).

Ho dovuto attendere diversi minuti e ho scattato diverse immagini perchè volevo che la facciata fosse ben visibile e, allo stesso tempo, che i turisti non fossero troppo numerosi e, soprattutto, troppo ammassati in gruppi.

In questo caso ho voluto aspettare un momento di sole perchè le lunghe ombre del pomeriggio danno carattere alla fotografia e quelle della famigliola in primo piano riempiono lo spazio di asfalto vuoto in basso a destra.

Il riflesso del sole sulla lente è voluto (ricordate che non è reato togliere il paraluce dall’obiettivo). Dal momento che siamo in strada e il sole si sta abbassando per lasciare il posto alla sera ho voluto creare la situazione di sole negli occhi che a quest’ora è normale.

Stesso luogo, stessa ora ma due fotografie completamente diverse!

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