Maurizio Paglia
La fine di un breve temporale regala una magnifica veduta di Venezia illuminata dai raggi del sole al tramonto

I temporali e il momento giusto

Quante volte si sente dire che in fotografia è fondamentale scattare al momento giusto?

La cosa è corretta ma ad un principiante potrebbe sembrare che il momento giusto consiste in una frazione di secondo che – se perduta – potrebbe non capitare mai più…

Questo assunto contiene una verità e una cosa non proprio vera.

La fine di un breve temporale regala una magnifica veduta di Venezia illuminata dai raggi del sole al tramonto
La fine di un breve temporale regala una magnifica veduta di Venezia illuminata dai raggi del sole al tramonto

La fotografia e il momento giusto

Quante volte si sente dire che in fotografia è fondamentale scattare al momento giusto?

La cosa è corretta ma ad un principiante potrebbe sembrare che il momento giusto consiste in una frazione di secondo che – se perduta – potrebbe non capitare mai più…

Questo assunto contiene una verità e una cosa non proprio vera.

La verità è che ogni attimo che passa è perduto e non può più tornare. Questa cosa non è vera solamente in fotografia ma fa parte del normale scorrere del tempo. Ogni secondo che passa è perso: possiamo rifare le stesse cose ma, in realtà, queste cose non sono più le stesse.

Per non perderci troppo in noiosi discorsi filosofici passiamo subito alla cosa non proprio vera.

Il momento giusto non sempre dura un attimo

Si è portati a pensare che il momento giusto sia questione di un secondo o anche meno ma questo non è [sempre] vero!

Se siete appassionati di corse automobilistiche allora la sbandata di una vettura a 250 km/h dura veramente una frazione di secondo. Se vi piace fotografare la fauna selvatica potreste dover passare ore e ore appostati in un bosco o sulla riva di un lago in attesa dell’attimo giusto. Se vi piace la fotografia di strada anche un gesto o uno sguardo possono fare la differenza e se li perdete…

In realtà gli autodromi sono pieni di occasioni, i boschi di avifauna e le strade di persone. Il vostro attimo può durare mezzo secondo ma, se lo perdete, potete trovarne un altro.

Non rammaricatevi mai per un’occasione perduta perchè in realtà di occasioni per fare foto meravigliose ne perdete ogni giorno continuamente.

Quando siete al lavoro, quando dormite, quando mangiate (le odiose fotografie di cibo fatte con il telefono al ristorante non valgono!), quando vi godete un momento di riposo o la vostra famiglia, quando siete al posto giusto nel momento giusto ma non avete la macchina fotografica!

Poi può capitare anche di essere

al posto giusto senza essere pronti!

In questo caso è il momento di mettere in pratica quello che sapete fare nel più breve tempo possibile.

Un bravo fotografo di paesaggio si dota di un cavalletto stabile, uno scatto remoto per evitare il micro-mosso, una buona serie di filtri (mi raccomando, il polarizzatore non deve mancare mai), strumenti digitali e non per pianificare l’uscita e poi… si trova in una delle più belle città al mondo con al collo la sola macchina fotografica.

Se vi si presenta una scena del genere prendete la macchina, trovate una posizione giusta (in questo caso sono salito in cima ad un ponte per tagliare dall’inquadratura una folla colorata di turisti) e scattate!

L’importante è conoscere molto bene la vostra macchina fotografica. Questo vi aiuterà nel momento in cui avrete una manciata di secondi per decidere che regolazioni fare.

Imparate molto bene ad esporre!

L’esposizione giusta (ovvero quella che pensate per dare l’atmosfera giusta alla foto) è il 70% di una buona fotografia. A casa sul PC potrete migliorarla ma non cambiarla completamente.

Usate la macchina in manuale!

Se vi muovete con la vostra macchina già regolata su impostazioni di base valide dovrete impiegare meno tempo a scattare e sarete più efficaci.

Gli automatismi rallentano lo scatto e, soprattutto, sono più difficili da controllare. In fondo si chiamano automatismi perchè decidono loro.

Non sottovalutate gli obiettivi compensati!

Forse le lenti con la compensazione per le vibrazioni sono meno nitide delle altre ma io preferisco avere una foto con una nitidezza non eccezionale piuttosto che una foto mossa!

Nella fretta e nella concitazione la compensazione delle vibrazioni può essere preziosa. Anche se avete le mani salde come quelle di un chirurgo i corpi macchina leggeri e piccoli possono portare più facilmente a fare foto mosse.

Fate più scatti e fidatevi dell’istogramma!

Non fate i puristi, vi prego… la tecnologia ci è di aiuto, viva la tecnologia!

L’istogramma vi dirà come è stata esposta la vostra fotografia.

Buona passeggiata

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