Maurizio Paglia

Picturae Curriculum Vitae

Di seguito un breve CV con il percorso della mia formazione fotografica.

Inizio a fotografare da bambino, in modo totalmente incoscente.

La mia macchina fotografica è una Ferrania Eura.

Sembra qualcosa trovato nel fustino del detersivo. E’ in plastica dura e lucida con una tracolla talmente rigida che può tagliarti la pelle da un momento all’altro. Due diaframmi e il pulsante di scatto. Ghiera per la regolazione della messa a fuoco a spanne. Fine.

La mia prima reflex arriva a quindici anni circa. E’ una Mamiya ma non ricordo il modello. Scatto unicamente diapositive perchè sono quelle che costano meno. Il corpo è andato distrutto in un incidente.

A diciotto anni (e dopo la rottamazione della Mamyia) arriva un corpo Nikon FM. Inizia la mia prima vera sperimentazione.

Acquisto una bobinatrice e qualche decina di metri di pellicola bn.

Uno zio ha una piccola camera oscura in casa e ho dunque la possibilità di sviluppare i miei negativi e le mie stampe. Il processo di sviluppo mi piace, l’odore degli acidi meno…

Ad un certo punto, il vuoto!

Abbandono completamente la fotografia per anni.

Il lavoro? i figli? altri impegni? forse solamente pigrizia? Non ricordo. Il punto è che la fotografia non è più nei miei interessi.

Un giorno, passeggiando in città, sento una reflex scattare.

Il rumore dello specchio che si alza e si riabbassa riaccende improvvisamente la necessità di prendere in mano una macchina fotografica.

Siamo già nel pieno dell’era digitale quindi mi metto alla prova con la nuova tecnologia.

Porto a termine un corso base con Nicola Romani per imparare ad utilizzare una macchina digitale.

Quindi è la volta di Enrico Lodi. Con Enrico approfondisco l’utilizzo del mezzo, per me nuovo, e inizio ad affrontare in modo più serio la fotografia dal punto di vista artistico.

Un workshop con Marzia Lodi mi introduce alla ‘fotografia per raccontare’. Da questo incontro nasce un volume che viene conservato – unica copia – nella biblioteca di Luzzara.

Infine, nel 2018, l’incontro con Marco Scataglini mi apre le porte dei progetti fotografici, della fotografia filosofica e della fotografia alternativa.