Introduzione

L’inganno del fattore di ritaglio

La matematica non serve… rilassati e pensa a scattare

L’inganno del fattore di ritaglio

Se la mistificazione primaria nel campo della fotografia digitale è quella dei Megapixel (che sostiene che più sono e meglio è), quella che segue subito a ruota è sicuramente quella della focale equivalente.

Cosa significano esattamente queste due parole?

Se la vostra fotocamera non è full frame (ovvero non ha un sensore delle dimensioni fisiche uguali alla pellicola 35 mm.) allora significa che avrà un sensore più piccolo (crop factor positivo) o più grande (crop factor negativo).

Le dimensioni dei sensori sono ben codificate tra i produttori e troverete sempre un numerino maledetto (che si chiama appunto fattore di ritaglio o crop factor, in inglese) che vi indicherà il rapporto di dimensione tra il vostro sensore e quello di riferimento, ovvero il full frame.

In questo momento io sto usando una Nikon D7100 che monta un sensore APS-C e ha un fattore di ritaglio di 1,5

Cosa significa esattamente? Significa che il sensore full frame è grande una volta e mezzo quello che io sto utilizzando.

Quindi – attenzione bene all’inganno – significa che se io montassi un sensore full frame potrei catturare un’area una volta e mezzo più grande di quella che posso catturare con il mio APS-C.

A questo punto a me sorge spontanea una domanda: e quindi??

Che cosa dovrei capire esattamente? A cosa mi serve questa informazione quando io non devo fare altro che usare il mirino per comporre l’inquadratura e scattare? Se per includere/escludere qualcosa nella mia inquadratura devo solamente retrocedere/avanzare verso il mio soggetto che cosa cambia l’avere un sensore piuttosto che un altro?

Secondo me non cambia assolutamente niente (dal punto di vista dell’angolo di ripresa, ovviamente).

Alcune macchine di fascia medio/bassa hanno un mirino che non inquadra tutta la scena che comparirà solla foto ma solo la parte centrale privata di un leggero ritaglio ai bordi. Ecco, QUESTA è un informazione importante perchè può fare la differenza! Eppure non ne parla praticamente nessuno…

Ora però arriva la mistificazione vera e propria.

Il numerino demoniaco che rovina il sonno a frotte di fotoamatori che si improvvisano matematici prima di ogni scatto.

La focale equivalente!

Il ragionamento che affatica i neuroni di tanti è questo: dal momento che un sensore più piccolo inquadra un’area più piccola (relativamente ad un sensore pieno formato) ALLORA significa che l’angolo di ripresa è più stretto QUINDI l’obiettivo montato su una macchina con un sensore più piccolo corrisponde ad una focale più lunga!

Quando monto un 50 mm. sulla mia D7100 (che, vi ricordo, ha un sensore con un fattore di ritaglio di 1,5) dovrei pensare che 50×1,5=75 quindi starei realmente utilizzando un obiettivo 75 mm.

Qualcuno, ripeto, ci perde il sonno… io non ho mai sentito un’assurdità più grossa di questa!

E’ vero che UNA delle caratteristiche di un obiettivo è l’angolo di ripresa (che è inversamente proporzionale alla lunghezza focale) ma è anche vero che l’angolo di ripresa cattura o esclude qualcosa semplicemente avanzando o allontanandosi dal nostro soggetto.

Dovete invece considerare il fatto che gli obiettivi hanno, dal mio punto di vista, altre DUE caratteristiche importantissime che sono influenzate dalla lunghezza focale:

  • La Profondità di Campo
  • La Distorsione Prospettica

Tutti sapete di che cosa sto parlando.

La Profondità di Campo è la zona nitida che si estende davanti e dietro il punto di messa a fuoco e che è strettamente legata alla lunghezza focale dell’obiettivo. La PdC è minima nei teleobiettivi ed è invece molto profonda nei grandangoli.

La profondità di campo dipende dalla lunghezza focale utilizzata, dall'apertura del diaframma e dalla distanza tra la fotocamera e il punto a fuoco.
La profondità di campo dipende dalla lunghezza focale utilizzata, dall’apertura del diaframma e dalla distanza tra la fotocamera e il punto a fuoco.

E cosa c’entra il fattore di crop?

Appunto… non c’entra proprio niente!

La PdC di un certo obiettivo sarà sempre la stessa sia che l’immagine venga proiettata su un sensore grosso come un francobollo sia che venga usato un sensore grosso come un lenzuolo…

La Distorsione Prospettica è invece quel fenomeno che schiaccia i piani prospettici nelle ottiche lunghe e li dilata, invece, nelle ottiche corte.

La posizione di ripresa - molto bassa - accoppiata ad una corta focale amplifica i piani prospettici. Il Canal Grande diventa largo come un'autostrada!
La posizione di ripresa – molto bassa – accoppiata ad una corta focale amplifica i piani prospettici. Il Canal Grande diventa largo come un’autostrada!

Anche in questo caso – mi sembra chiaro – la distorsione prospettica NON può cambiare in base al sensore della macchina fotografica.

Quindi attenzione a questo inganno!

Se utilizzate un’ottica 105 mm. per i ritratti (una lunghezza focale perfetta per lo scopo dato che conserva inalterate le proporzioni del viso) potete continuare ad utilizzarla! Il vostro obiettivo non si è affatto trasformato in un 158 mm. solo per il fatto di averlo montato su una fotocamera con sensore APS-C!

Se vi piace lo spazio che ha un paesaggio fotografato con un 15 mm. questo rimarrà invariato perchè il vostro grandangolo rimarrà un 15 mm. montato su qualsiasi fotocamera! e rimarrà un 15 mm. anche tra vent’anni montato su una futura fotocamera con un sensore di chissà quali dimensioni!

2 commenti su “L’inganno del fattore di ritaglio

  1. Sono abbastanza d’accordo, però io ti porto la mia esperienza di fotografo d’attualità (principalmente matrimoni). Ho usato per un sacco di tempo una Canon D5 e come seconda macchina una 7D. La prima è a pieno formato , la seconda no. Per praticità ho sempre usato uno zoom, il 24-105 sulla prima e il 17-85 sulla 7D. Qual’è la differenza all’atto pratico: anche per quasi nessuna. Però, c’è un però che per un appassionato di fotografia secondo me è fondamentale. Con la 7d non ho praticamente mai sfocato una foto, con la d5 si. Semplicemente perchè su una la profondità di è maggiore. Sulla d5 se fai un primo piano con diaframma spalancato non è rato avere la punta del naso sfocata e gli occhi perfetti o viceversa. Con la 7d no. Però con la 7d quando fai un ritratto ti è praticamente impossibile isolare il soggetto dal fondo ( a meno che usi un 135 o un 200), con la 5d ritrovi il piacere di vedere il soggetto nitido e tutto il resto sfocato. Per tutto il resto ho usato le 2 macchine assolutamente senza problemi, l’unica differenza che per me è importante è questa.
    Ciao
    Adolfo

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