Maurizio Paglia
Dall'alto del teatro greco si domina Taormina e il suo golfo. In lontananza la sagoma inconfondibile dell'Etna

In Sicilia con lo smartphone

Sebbene io non sia amicissimo con i telefonini mi sono trovato, mio malgrado, a trascorrere una settimana di ferie in Sicilia senza la mia fidata fotocamera.

Il bisogno aguzza l’ingegno quindi mi sono dovuto adattare ad utilizzare lo smartphone per documentare la breve vacanza. Nessuna possibilità di salvare il file in raw ma, in compenso, qualche gadget da sperimentare (scatto in HDR, panorama automatico, ecc.).

Che cosa è successo? Com’è andata?

Prima di tutto è necessaria una premessa: il mio smartphone non è nulla di eccezionale quindi ho messo subito in conto qualche delusione.

Iniziamo con qualche foto fatta senza alcuna regolazione, ovvero una situazione classica punta e scatta.

Il sole è basso alle nostre spalle. La spiaggia ormai deserta. Le pietre non sono più così roventi e ci si può fare cullare dal rumore delle onde.
Il sole è basso alle nostre spalle. La spiaggia ormai deserta. Le pietre non sono più così roventi e ci si può fare cullare dal rumore delle onde.

I colori non sono male. La nitidezza lascia a desiderare (ma penso sia un limite del mio telefono). Fatico a capire come mettere a fuoco correttamente.

E in condizioni di luce un po’ più precarie?

La lava del vulcano non lascia scampo. In questo caso un albero centenario ne ha fatto le spese. Il fortissimo calore fa letteralmente esplodere il legno.
La lava del vulcano non lascia scampo. In questo caso un albero centenario ne ha fatto le spese. Il fortissimo calore fa letteralmente esplodere il legno.

Sotto il sole cocente il riverbero della lava solidificata è difficile da sopportare. Per fortuna che la giornata era ventilata e l’umidità piuttosto bassa…

L’esposimetro del telefono si è comportato molto bene. Meglio di quanto potessi pensare!

Sempre sul vulcano ho provato a fare un paio di panoramiche.

Il paesaggio è lunare. Non pensavo che le colate laviche potessero essere talmente vaste. E’ uno spettacolo che toglie il fiato.

Una colata antica ricoperta di lapilli. La roccia lavica è leggera ma molto tagliente. Il tipo di vegetazione cambia in base all'età della colata.
Una colata antica ricoperta di lapilli. La roccia lavica è leggera ma molto tagliente. Il tipo di vegetazione cambia in base all’età della colata.

Anche in questo caso l’esposimetro mi stupisce. Il sistema che allinea – in modo veramente elementare – le varie immagini fino a comporre il panorama finale funziona a dovere.

Le colate laviche possono essere gigantesche. Lunghe fino a dieci chilometri, larghe anche trecento metri e con uno spessore che può arrivare a venti metri.
Le colate laviche possono essere gigantesche. Lunghe fino a dieci chilometri, larghe anche trecento metri e con uno spessore che può arrivare a venti metri.

I colori vengono resi con una qualità accettabile. La luce fortissima rende il tutto un po’ slavato. Comunque anche le transizioni tra le rocce rosse e quelle grigie sono buone.

Per mettere alla prova definitivamente l’accuratezza dei colori ho scattato un’immagine che sarebbe stata un’ottima cartina di tornasole. Direi che – senza alcun bisogno di particolari manipolazioni – la riproduzione dei colori in buone condizioni di luce è molto realistica.

In Sicilia si avverte molto la devozione cristiana anche se non è difficile trovare - poco lontano - locandine di maghi che offrono i loro servizi.
In Sicilia si avverte molto la devozione cristiana anche se non è difficile trovare – poco lontano – locandine di maghi che offrono i loro servizi.

Per quanto riguarda la nitidezza e la capacità di registrare i particolari più fini ho provato a fare uno scatto molto ravvicinato e, anche in questo caso, non sono rimasto particolarmente deluso.

Unica pecca lo sfocato; veramente brutto. La parte alta dell’immagine sembra addirittura mossa. Insomma… con gli oggetti molto ravvicinati non ci siamo…

Un mozzicone di sigaretta cerca di mimetizzarsi in mezzo ad una graniglia di sassi estremamente variegata.
Un mozzicone di sigaretta cerca di mimetizzarsi in mezzo ad una graniglia di sassi estremamente variegata.

Per finire ho provato la funzione HDR.

In questo caso devo dire che non trovo particolari differenze rispetto ad uno scatto normale.

Forse è colpa del telefono poco performante?

Quello che so per certo è che quando iniziate a lavorare seriamente in HDR farete molta fatica a trovare un automatismo – anche molto avanzato – che possa soddisfarvi…

Una colonna erosa dal vento e dagli agenti atmosferici, testimone millenaria delle rappresentazioni al teatro antico di Taormina.
Una colonna erosa dal vento e dagli agenti atmosferici, testimone millenaria delle rappresentazioni al teatro antico di Taormina.

Insomma, questa era la prima volta che mi trovavo a dover documentare un viaggio senza la mia fidata fotocamera.

Sono partito con mille dubbi ma sono tornato più soddisfatto di quanto potessi sperare.

In ogni caso mi sono dimostrato che non è il mezzo che fa la differenza.

Queste sono le mie foto e le riconoscerei in mezzo a mille altre. Non esiste ancora un mezzo in grado di annullare la meravigliosa sinergia che il vostro cervello è in grado di fare con i vostri occhi.

Sperimentate!

… e buon divertimento.

2 commenti su “In Sicilia con lo smartphone

  1. Provato anch’io l’anno scorso. Sono dovuto volare in Sicilia per motivi famigliari e mi sono trovato costretto ad usare il cellulare visto che non avevo posto per l’attrezzatura, poi mi sono fermato per 5 giorni per cui non mi sono preoccupato più di tanto. Anche il mio cell non è nulla di particolare per cui ho voluto per la prima volta provare a vedere quello che sarei riuscito a fare. Devo dire che tutto sommato sono rimasto piacevolmente sorpreso dai risultati ottenuti: la resa dei colori (il mio settore, per quasi trentanni di responsabile della qualità in un laboratorio di sviluppo e stampa) l’ho trovata buona in quasi tutte le condizioni di ripresa, soprattutto la latitudine di posa che è assolutamente al di sopra della resa delle pellicole. Ecco perchè decondo me l’ HDR è addirittura superfluo. L’unica cosa a cui non riesco ad abituarmi è la prospettiva grandangolare e l’impossibilita di sfocare lo sfondo quando fai un primo piano. Ho fotografato in prevalenza paesaggi e scorci caratteristici (Corleone, Bisacquino, Giuliana….). A casa ho corretto le foto con Darktable e devo dire che non ho rimpianto Lightroom (secondo me è solo molto confuso), ho tovato che la correzione della prospettiva è particolarmente efficace.
    Si può viaggiare anche con solo il cellulare. Ciao

    1. Ciao Adolfo e grazie per il corposo contributo!
      Questo articolo l’ho scritto un po’ come un mea culpa dal momento che ho sempre denigrato gi smartphone utilizzati come fotocamera.
      Effettivamente non sono, invece, così male…
      Oltre alle limitazioni che anche tu hai notato io mi sono trovato in difficoltà con lo strumento vero e proprio.
      Con la macchina mi sento molto a mio agio mentre con lo smartphone è tutta un’altra cosa. Probabilmente questo disagio è facilmente superabile prendendo un po’ più confidenza con il mezzo.
      Poi so che alcuni telefoni più recenti del mio possono scattare in raw e devo dire che questa cosa mi stuzzica…
      Chissa, vedremo.

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