Introduzione

I particolari, per carità

I particolari, per carità

La lettura (cioè l’interpretazione) di una fotografia è una cosa automatica per ognuno di noi.

L’automatismo deriva dal fatto che ognuno di noi è dotato di una macchina perfetta che elabora miliardi di informazioni diverse in pochi secondi: il cervello.

Purtroppo quando fotografiamo frapponiamo tra il nostro cervello e la realtà esterna uno strumento che intelligente proprio non è: la macchina fotografica.

Qual’è il problema?

Quante volte ti sei trovato tra le mani una fotografia che avevi immaginato diversa? Ecco il problema è questo!

Dietro la macchina fotografica il tuo cervello funziona con le solite modalità mentre dovrai iniziare ad abituarlo a ragionare differentemente.

Uno dei modi più semplici per iniziare subito a produrre fotografie non banali e piatte consiste nell’inserire un particolare che attiri interesse.

Mi sembra di sentire qualcuno che dice che sto parlando del punctum di Barthes

Sì, si tratta anche di questo ma vorrei spiegarlo in modo assai semplice.

Guarda la fotografia che segue.

I particolari, per carità! - Passaggio sul ponte di Brooklyn (NYC). La bandiera che non sventola rende il tutto un po' troppo statico.
Passaggio sul ponte di Brooklyn (NYC).

Ponte di Brooklyn. Passerella pedonale. Si cammina tra l’intrico dei cavi che sostengono la sede stradale.

L’immagine è un po’ caotica anche se la composizione è molto semplice. Ho cercato una simmetria precisa per distogliere l’attenzione dall’intrico dei cavi che si aprono a raggera e portarla all’interno dei due grossi cavi centrali (quelli che sembrano due lunghe spine dorsali).

La post-produzione è stata curata per migliorare il cielo (saturazione) e per evidenziare ancora di più i dettagli delle spine dorsali (nitidezza).

Non posso dire che sia una foto sbagliata. Non posso dire che manchi di una certa creatività. Eppure non la ritengo una fotografia soddisfacente.

Guarda invece questa.

I particolari, per carità! - Passaggio sul ponte di Brooklyn (NYC). La bandiera che sventola rende il tutto molto più dinamico.
Passaggio sul ponte di Brooklyn (NYC).

Hai capito subito di cosa sto parlando, vero?

C’è un unico particolare differente (che è proprio quello che fa LA DIFFERENZA). La bandiera mossa dal vento.

Eppure il punto di interesse dell’immagine non è diventato la bandiera. Il punto d’interesse sono sempre i due cavi centrali: le due spine dorsali.

EPPURE la presenza della bandiera più visibile cambia totalmente l’equilibrio degli elementi!

Nella prima foto lo sguardo cade sull’immagine in generale e là si ferma. L’insieme dei cavi di sostegno crea addirittura una certa confusione.

Nella seconda lo sguardo segue i cavi verso la bandiera e dalla bandiera torna indietro sui cavi. C’è equilibrio, non confusione. Anche il groviglio dei cavi in basso diventa più ordinato. Tutto grazie alla bandiera.

Un piccolo particolare (che nel mirino della macchina fotografica può facilmente essere ignorato) ha fatto una differenza enorme.

Questo è un esempio lampante ma ci sono altre modalità per creare interesse con l’aggiunta di particolari apparentemente insignificanti.

Se la bandiera era molto visibile, in quest’altra foto ciò che da un senso al tutto è un po’ più celato…

I particolari, per carità! - Central Park (NYC) la foto a colori è caotica e non ha un vero punto di interesse.
Central Park (NYC) la foto a colori è caotica e non ha un vero punto di interesse.

Il musicista, che nelle mie intenzioni avrebbe dovuto essere il punto di interesse della fotografia, non risalta affatto.

In effetti ciò che ci colpisce all’inizio è la shilouette della donna che cammina sotto il ponte, poi vediamo la piccola folla variegata dall’altra parte. Il musicista si confonde nella cornice colorata dei mattoni del ponte.

Ora cambiamo strategia.

I particolari, per carità! - Central Park (NYC) la foto in BN toglie il più grosso elemento di disturbo (il colore) e rende giustizia al musicista in primo piano.
Central Park (NYC) la foto in BN toglie il più grosso elemento di disturbo (il colore) e rende giustizia al musicista in primo piano.

Eliminando il colore l’immagine acquista l’equilibrio che avevo intuito al momento dello scatto.

In questo caso il musicista si nota immediatamente. Il ponte è sempre molto illuminato ma il tono dei mattoni è più spento (non c’è più un bell’arancione vivo ad occupare tutta la scena). La folla sullo sfondo si nota solo all’ultimo momento.

Con questo non voglio dire che puoi tentare di recuperare un’immagine convertendola in bianco e nero! A volte può funzionare ma normalmente non è così.

Quando vuoi scattare per convertire in bianco e nero dovrai pensare e vedere la foto in bianco e nero.

Quindi, per concludere, presta attenzione ai particolari! Palesi o celati che siano.

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