Maurizio Paglia
Screenshot del software darktable

darktable e lo sviluppo dei files RAW

darktable logo

Nel momento in cui si cerca qualcosa di più dalla fotografia digitale si inizia a scattare in raw e si deve scegliere un software per lo sviluppo dei files.

Tanti neofiti magari ignorano del tutto il fatto che la propria macchina fotografica possa scattare anche in raw. In realtà sono veramente tanti gli apparati che possono salvare l’immagine in questo formato!

Per essere precisi non si dovrebbe parlare di immagine perchè in realtà il file raw non è un’immagine vera e propria quanto un archivio con tutte le informazioni necessarie a ricostruirla.

Nel mondo Linux i programmi per l’elaborazione di files raw sono diversi inclusi alcuni che servono come plugin per i software di fotoritocco. Ad esempio per GIMP esiste l’ottimo ufraw che serve come plugin per caricare un file raw in GIMP stesso.

Io sconsiglio questo approccio mentre caldeggio l’utilizzo di un software apposito per lo sviluppo dei files raw (conosciuti anche come negativi digitali) al fine di ottenere un file immagine classico (solitamente JPG o TIFF) da passare, eventualmente, al software per il fotoritocco.

Quindi che cosa posso consigliarvi?

Al momento in cui scrivo ci sono due programmi che si contendono il titolo di migliore: RawTherapee e darktable.

Entrambi sono molto validi ma è importante orientarsi verso uno dei due perchè lavorano con logiche molto diverse:

  • RawTherapee utilizza un’interfaccia e una logica tipo Lightroom quindi con poche opzioni e operazioni molto automatizzate.
    • PRO: facilità d’uso e curva di apprendimento più dolce
    • CONTRO: bisogna accontentarsi di quello che si può fare con una singola opzione…
  • darktable, invece, utilizza una logica completamente differente mettendo a disposizione dell’utente una miriade di controlli per singola operazione.
    • PRO: maggiore controllo sulle operazioni di sviluppo
    • CONTRO: richiede studio e la curva di apprendimento può essere molto ripida!

Un altro motivo che mi ha fatto scegliere darktable è la possibilità di utilizzare una funzione di generazione di maschere veramente potentissima! Potete scegliere tra l’uso di maschere disegnate (gradienti, ellissi, pennelli) e le cosiddette maschere parametriche.

Queste ultime sono maschere che possono essere create partendo da una caratteristica dell’immagine stessa come, ad esempio un colore o la luminosità.

Se vi aggiungo che è possibile creare più di una maschera, che ogni maschera può essere invertita (ovvero agire sulla porzione di immagine non selezionata) e che le maschere possono essere combinate in modi diversi tra di loro capite subito che lo strumento che vi ritrovate tra le mani è veramente versatile.

Credo che dovrò dedicare qualche articolo specifico a questo argomento…

Per il momento vi saluto e vi rimando al prossimo post.

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