Parigi - maggio 2008

Quest'anno ci siamo regalati un prImo maggio veramente speciale...

Tutta la famiglia è volata a Parigi per 5 giorni con promessa ai pià 'giovani' di un'intera giornata all'interno di Eurodisney.

Riusciamo miracolosamente a introdurre tutto il necessario in una sola valigia e, nonostante il blocco all'aereoporto per un paio di forbici dimenticate nell'astuccio dei bambini (se andasse tutto liscio non saremmo noi...) partiamo alla volta della Ville Lumiere!

All'arrivo ci accoglie una giornata coperta con qualche pioggia sparsa e vento freddo. Prendiamo possesso del nostro appartamento a due passi da Sacre Coeur e troviamo il tempo per una prima passeggiata lungo la Senna prima di andare a cena.

Il giorno dopo sarà dedicato all'estenuante visita a Disneyland Resort Paris (ma questa è un'altra storia...) quindi riusciamo, nei tre giorni successivi, a visitare tutto quanto ci eravamo proposti.

Il tempo è splendido, girovaghiamo per la città in maglietta e pranziamo, oggi in un parco e domani in un altro, a base di gustosissime baguette imbottite.

Visitiamo Notre Dame inclusa una lunghissima ascesa ad una delle torri con mia somma gioia (io ho qualche 'problema irrisolto' con l'altezza...), lunga passeggiata lungo i Champs Elysee con visita alla cima dell'Arco di Trionfo (ma che bello...).

Una visita al quartiere della Defence è d'obbligo; si entra in metro in una città e si fuoriesce in un luogo che sembra distante milioni di chilometri. Per fortuna... cioè 'purtroppo' gli ascensori che portano in cima al Grand Arche sono fermi per problemi tecnici.

Ovviamente non manca la mattinata sulla Tour Eiffel ed, altrettanto ovviamente, non possiamo rinunciare di andare fino in cima: Guardare il terreno da poco più di 275 metri di altezza non piace molto al mio cervello che si ribella decisamente e mi obbliga a rivolgere la vista a maggiore distanza verso l'orizzonte: è incredibile, non si scorge la fine della città. E' una 'città senza fine'.

La domenica mattina visita al Louvre. Non tutto, ovviamente, anche perchè i figli e i piedi (non ricordo chi dei due di più) iniziano a lamentarsi.

Visitiamo le zone dedicate ad egizi e babilonesi dal momento che i bambini li hanno studiati a scuola quindi andiamo a salutare velocemente la signora Monna Lisa. Non ascoltate chi vi dice che il quadro è piccolo, sacrificato, invisibile dietro il vetro corazzato... il quadro è una delle cose più belle che possiate trovare lungo i chilometrici corridoi e, lo confesso, pensare di trovarsi a pochi metri dall'opera di Leonardo in uno dei musei più famosi del mondo mette addosso una certa emozione...

La vacanza, però, finisce fin troppo presto così dobbiamo anche noi riempire di nuovo la nostra unica valigia e prendere il treno per l'aereoporto.

La sagoma della Tour Eiffel ci accompagna, ben visibile, per parecchi chilometri fino a somparire: ci lascia in una periferia anonima e disordinata.

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