Le pietre silenziose

La cosa è abbastanza inquietante... sconsigliabile a chi si emoziona facilmente...

Avevo visto qualcosa di simile solo nei film che immaginano in maniera fin troppo hollywoodiana la prossima catastrofe che annienterà una grande città a caso oppure - più preoccupante - le riprese mandate in onda dai telegiornali di città in zone di guerra.

In realtà la nostra esperienza all'Aquila non ha a che fare con nessuna delle due situazioni precedenti perchè, in entrambi i casi, vediamo persone e sentiamo rumori mentre qui mancano l'una e l'altra cosa.

Alcuni - pochissimi - turisti si aggirano come sopravvissuti fra le macerie e i palazzi imbrigliati da gabbie di acciaio: scattano qualche fotografia e parlano in silenzio. Sembra di essere in chiesa. Non avevo mai sentito tanto deserto in un centro cittadino: non si sente il profumo del negozio del fornaio, l'odore della carta stampata passando davanti alle edicole, le vetture, porte, finestre, rumore di stoviglie nell'ora del prenzo. Niente. NIENTE.

Silenzio ovunque. Deserto ovunque. Erbacce che crescono nelle piazze e all'ingresso degli edifici. Vetri rotti. Negozi chiusi con la merce all'interno sparpagliata sul pavimento.

Qualche piccola attività ha ripreso a funzionare (forse all'interno degli edifici meno danneggiati). Un paio di bar che ospitano anche la tabaccheria a fianco che non può rientrare nei locali originari.

Nessuna edicola come se alla gente non importasse più sapere cosa succede fuori.

Un cartoleria con gli zainetti e i diari per l'anno scolastico entrante.

Una pizzeria.

Militari agli angoli delle strade presidiano i cancelli e le barrriere apposte agli accessi per la 'zona rossa'. Sembrano le strade di una città mediorientale se non ci fosse il massiccio del Gran Sasso a ricordarci che invece siamo in Italia.

I cantieri sono pressochè inesistenti. Questi sarebbero i rumori che ognuno si aspetterebbe di sentire e, invece, neppure quelli.

Le ricostruzioni più avanzate? Sembra una facile polemica ma la cosa è decisamente evidente: le banche e le chiese. Probabilmente entrambe considerate patrimonio nazionale... Le case? Neppure a parlarne mentre gli abitanti ci spiegano che gli edifici provvisori costruiti per far fronte all'emergenza iniziano a sentire il trascorrere del tempo...

 

Guarda qualche immagine nella galleria oppure ascolta il silenzio della città in questo video.

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