Addio alle api
Mercoledì 21 maggio ho salutato le mie api che si sono trasferite in provincia di Bologna.
E' stata una decisione meditata eppure, al momento di caricare tutta l'attrezzatura sul furgone che aspettava, mi sembrava di lasciare qualcosa che era sempre stato mio.
In verità l'interesse per le api era una cosa relativamente recente nata dalla conclusione di un'esperienza lavorativa assai infelice che aveva lasciato dubbi così grandi da farmi pensare di cambiare totalmente mestiere e dedicarmi all'agricoltura: vigna, miele...
Tutto questo non si è avverato perchè ho chiarito i miei dubbi e ho ripreso a fare il lavoro di una volta supportato da colleghi decisamente più normali dei precedenti perciò... l'attività di apicoltura iniziava a stare molto stretta all'interno delle mie giornate.
Ho comunque imparato molte cose ed ho deciso di pubblicare alcune foto fra le tante che ho scattato: alcune documentano aspetti della vita e del lavoro delle api che quasi tutti conosciamo mentre altre (bellissima quella scattata all'abbeveratoio) mostrano una faccia meno conosciuta dei famosi insetti.
Ho raccolto le foto all'interno della galleria.
Questa esperienza mi ha anche insegnato un'altra bella lezione: non lasciare che una passione o un'interesse diventi fonte di una sorta di guadagno. In fondo un passatempo - per essere tale - deve liberare la mente e far dimenticare gli impegni della giornata.
Crredo che il massimo sia avere un hobby che non serva assolutamente a niente se non a rilassare e divertire!
Mi viene in mente, a questo proposito, una poesia giapponese che avevo letto tanti anni fa, quando il mio interesse era rivolto ai Bonsai (grande esperienza che non dimenticherò mai...) e che esaltava, con sapore tutto orientale, la grandezza del NON SCOPO.
La riporto qui sotto
Questa vecchia quercia
è un albero inutile.
Se tu volessi ricavarne una barca,
essa affonderebbe.
Se tu colessi ricavarne una bara,
ben presto marcirebbe.
Se tu volessi ricavarne degli utensili,
in breve tempo si spezzerebbero.
Se tu volessi ricavarne dei pali,
essi si tarlerebbero.
Da quest'albero
non si può ricavare niente.
E' veramente un albero
dal quale non s'ottiene nulla.
E' perciò che ha raggiunto
tutta la sua grandezza.
(Dschuang Dsi)


